TRE DOMANDE E DUE CURIOSITA’ SUL PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI
Nella cronaca milanese della Repubblica leggo che Penati sostiene "No
all’inceneritore nel parco" Sud (giustamente) e però propone di
costruirne uno nella cosiddetta Grande Milano.
Il Piano del Presidente della nostra Provincia viene così sintetizzato dall’articolista:
- Il fabbisogno aggiuntivo di rifiuti da smaltire sul territorio
metropolitano è di 600 mila tonnellate l’anno: 140 mila sarebbero di
competenza della nuova Provincia di Monza; ne rimarrebbero da smaltire
460 mila.
- Il problema verrebbe risolto: a) raddoppiando l’impianto di
Trezzo che attualmente smaltisce 180 mila tonnellate l’anno; b)
costruendo un nuovo impianto in zona Nord Milano, in grado di bruciare
370 mila tonnellate l’anno.
"I Comuni del Consorzio Nord Milano -
aggiunge il Presidente - si sono già candidati a ospitare sul loro
territorio un nuovo inceneritore."
Tre domande:
a) il nostro Sindaco e l’A.C. si sono dichiarati disponibili a costruire un nuovo
inceneritore fra Sesto e Cologno?
b) E’ un nuovo inceneritore accanto al vecchio o sostituisce il vecchio?
c) Si può conoscere il dato della raccolta differenziata di Milano-città e dei
singoli Comuni della provincia?
Naturalmente della ricetta europea basata sulle 5 erre:
Riduzione dei materiali, Riuso, Raccolta differenziata, Riciclo, Recupero energetico
neanche un accenno.
Due curiosità: sarei felice di sapere cosa ne pensano i nostri Consiglieri provinciali e,
soprattutto, se possono darci ulteriori e più precise informazioni sulla questione.
Infine vorrei sapere cosa ne pensano i gruppi consiliari e le forze politiche
colognesi.
Grazie
Donato Salzarulo
PS.
PILLOLA INFORMATIVA SUGLI INCENERITORI
Gli inceneritori o
"termovalorizzatori" (termine in uso solo in Italia per addolcire la pillola,
come precisa Viale nel libro "Azzerare i rifiuti", Bollati Boringhieri, 2008)
sono delle macchine inefficienti che rilasciano in aria inquinanti micidiali.
Però producono soldi a spese degli utenti e dei contribuenti (grazie agli incentivi CIP6)
e vi sono lobby industriali quanto mai interessate a questi affari. Questo tipo di impianti,
senza questi incentivi, sarebbero antieconomici. Così come sarebbero antieconomici
se non bruciassero, a pieno regime, tutto il bruciabile.
Citazione da libro di Viale:
"L’inceneritore è una macchina due volte tossica. E’ tossica perché rilascia
ceneri e scorie pericolose che vanno sotterrate in discariche ad hoc, mentre il resto
(quattro quinti) se ne va in fumo. Non sparisce, ma si disperde nell’
aria e poi ricade sui nostri polmoni, sulle cose che mangiamo, sul
terreno dove passeggiamo o giochiamo. Soprattutto si accumula lungo i
diversi anelli della catena alimentare […]
Ma l’inceneritore è tossico soprattutto perché inquina il cervello di molti amministratori
locali, governanti nazionali e commentatori di giornali e telegiornali, i quali aspettano
da quella macchina - invece che dalla riorganizzazione del ciclo dei rifiuti attraverso
la partecipazione e il coinvolgimento diretto dei cittadini, cioè di coloro che i rifiuti li
producono - una miracolosa soluzione del problema." ( Viale, op. cit. pag. 103-104).
