Care amiche ed amici del Nord,
vivo in mezzo a voi, in una città dell’hinterland milanese, da quarant’anni.
Sono nato in un paese dell’Irpinia d’oriente, al confine tra la Campania e la Puglia. Il mio paese si chiama Bisaccia. Un nome sconosciuto ai più e che francamente non fa impazzire; con gli amici spesso ricorriamo a circonlocuzioni del tipo: “paese d’argilla”. Sintagma che dice la natura del territorio su cui è insediato (una montagna d’argilla) e, purtroppo, il pericolo di frane al quale è costantemente sottoposto. Ma non frana solo il terreno. Nel mio paese smotta, da oltre un secolo, il tessuto sociale. Bisaccia ha emigrati dappertutto: negli States, in Argentina, nel Canada, in Germania, in Svizzera, in Inghilterra, a Torino, a Milano, a Firenze…Un paese, insomma, svuotato da mille energie intellettuali, morali, culturali, svuotato da quello che certi economisti chiamano “capitale umano”. E, tuttavia, ancora vivo, ancora pronto a fronteggiare con schiena ritta l’esistenza.
A pochi chilometri di distanza si trovano paesi come Santangelo dei Lombardi o Guardia Lombardi. Si chiamano così non a caso. I Lombardi, gli antenati delle persone con cui vivo da quarant’anni, sono stati dalle mie parti. Un tempo le hanno occupate. Le tracce non sono soltanto questi nomi. Forse anche i miei occhi azzurri dicono una possibile provenienza storica del mio materiale genetico. Tiro in ballo questi dati per dire che fra di noi c’è “aria di famiglia” e non potete disinteressarvi di ciò che sta succedendo nei miei luoghi. Beninteso, io dico i “miei luoghi” perché sono nato lì e vi ho trascorso l’adolescenza e la prima giovinezza. Ma io sono abitante colognese, cittadino che fa del suo meglio per dare il proprio contributo nella comunità locale in cui vive. Inutile dire che non sono un leghista, non sogno nessuna Padania e, parlando il mio italiano, mi sento cittadino di questa lingua con occhi e orecchie aperte ad altre lingue, europee e non.
Cosa sta succedendo dalle mie parti? In questi giorni vi sono militari che presidiano le strade provinciali e interpoderali dell’altopiano del Formicoso. Hanno addirittura recinto con filo spinato la zona di Pero Spaccone. Misure da stato di polizia per consentire ai tecnici di Bertolaso l’effettuazione delle operazioni di carotaggio su un terreno destinato a diventare megadiscarica. Avete capito bene: per “risolvere” il problema dei rifiuti in Campania, fra Bisaccia e Andretta (un altro paese a dodici chilometri dal mio), sul Formicoso appunto, hanno deciso di allestire una piattaforma multifunzionale (la chiamano così) che raccoglierà anche i rifiuti tossici del Nord. Inizialmente esproprieranno una quarantina di ettari di terreni coltivati a grano e poi si allargheranno fino a cento ettari ed oltre.
“Giusto!” diranno molti di voi. Non si può continuare a vedere le immagini di una città come Napoli, capitale del Mezzogiorno, invasa dall’immondizia. E meno male che il premier ha preso in mano la situazione, meno male che sta facendo avanti e indietro Milano-Roma-Napoli per verificare di persona e controllare quasi settimanalmente. Quando una situazione va a rotoli, un po’ di decisionismo non guasta. Parlare, parlare…Voi meridionali siete abituati cosi! Noi, invece, siamo lombardi, abituati al fare! E il nostro premier è un lombardo doc. Lo dicono alla TV e lo scrivono anche i giornali che in quattro e quattro otto ha liberato Napoli dall’immondizia.
Ammesso che sia vero, a che prezzo? La parte del rompiscatole non mi piace. Né sono uno di quelli abituati a cercare il pelo nell’uovo. Ma ciò che sta accadendo è così ingiusto, è talmente ingiusto che voi non riuscite neanche ad immaginarlo. Anzi, penso che non lo sappiate neanche. Altrimenti, conoscendovi, sono sicuro che rompereste il silenzio ed evitereste di diventare complici di una grande ingiustizia.
Siamo informati continuamente da un sistema mass-mediatico (canali televisivi e giornali) che perseguono prevalentemente lo scopo di difendere gli interessi dei gruppi dominanti e difenderli come legittimi e giusti. Chi ha studiato a fondo e conosce il problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania (e non solo in Campania, anche qui da noi, che abbiamo l’inceneritore a quattro passi, tra Sesto e Cologno, e che per varie ragioni non fa dormire sonni tranquilli agli abitanti della zona), chi ha studiato, dicevo, propone da tempo una politica alternativa dei rifiuti. Una politica incentrata sulla riduzione dell’ingombro (che rappresenta il 40% dei rifiuti), sulla raccolta differenziata porta a porta, sul riciclaggio, ecc.; una politica che eviterebbe gli inceneritori e le megadiscariche e che eviterebbe di compiere lo scempio che hanno già fatto in vari luoghi e che hanno intenzione di fare sull’altopiano della mia adolescenza. Ma questa politica non viene realizzata né dalla destra, né dalla sinistra perché il profitto non si tocca, anche quando manda le società a catafascio come sta succedendo in questi giorni. Non si tocca. E bisogna allora costruire 12 inceneritori in Italia (4 soltanto in Campania) per riempire le tasche delle lobby industriali (IMPREGILO, varie industrie del Nord e centro Italia). Addirittura, lo sapete?, sulla bolletta dell’Enel paghiamo una tassa (il CIP 6) per dare soldi a questi signori e incentivarli. In attesa che entrino in funzione i termovalorizzatori, si devono costruire megadiscariche e infossarvi tutto l’infossabile. Ridurre l’ingombro? Neanche a pensarci! E che fine farebbero le fabbriche piccole e grandi della plastica, del cartone, del polistirolo?…D’accordo. Utilizziamo allora quotidianamente o quasi piatti, bottiglie e bicchieri di plastica, cartoni, imballaggi vari e distruggiamo il Formicoso. Così il mio paese, oltre a subire frane, emigrazioni, terremoti, adesso diventerà la megadiscarica della Campania, dell’Italia e di mezza Europa. Lo so: Discariche più o meno grandi sono state o vengono allestite in molti altri luoghi E, quindi, ripeto: il mio non è localismo. Non è amore di “piccole patrie”. Non è “sangue e suolo”. E’ rabbia, ira per chi ha il potere di fare diversamente e non fa e per tutti noi che potremmo cercare di fare e di costringere a fare diversamente e non facciamo. Me la prendo con me.
Voi pensate che a Napoli, la Iervolino abbia costretto i suoi cittadini a fare la raccolta differenziata? Sognate! Quante famiglie non pagano la tassa dei rifiuti a Napoli e se ne vantano? Voi pensate che gli industriali di questo nostro ricco Nord decideranno di smaltire rifiuti tossici a prezzo di mercato e in condizioni di sicurezza? Sognate! Vuol dire che non avete letto “Gomorra”. Vuol dire che non sapete che la competitività e la ricchezza di questi luoghi, del nostro Nord voglio dire, deve molto all’infossamento dei veleni e all’inquinamento delle falde acquifere di molte zone della Campania. Questione settentrionale? Che grande menzogna! Che mistificazione!…Voi pensate che da oggi o, al massimo, domani modificheremo le nostre civili abitudini di mettere a tavola piatti, bicchieri, bottiglie di plastica? Sogni!…
Non so se i miei amici e i miei compaesani riusciranno a far valere le loro ragioni (e ne hanno tante) per scongiurare la morte sociale. Oggi sui giornali (non tutti) c’è la notizia che dodici sindaci delle zone si sono incatenati di fronte a Palazzo Chigi per farsi ascoltare. Quello che so è che io c’entro. Anche voi c’entrate. Anche voi potreste chiedere, informarvi, non prendere per oro colato tutto ciò che la TV e i giornali ci dicono. Insomma, tutti possiamo dare una mano per confrontarci, dialogare, praticare soluzioni alternative, cercare di imporre le ragioni di chi è ultimo e oppresso. Il mio paese in questo momento lo è, molti altri paesi lo sono. Se non ci credete, provate ad andare sul Formicoso con google, provate a cliccare sul blog di Comunità Provvisoria o nessunotocchiilformicoso, provate ad ascoltare e a capire. Se vi sono soluzioni alternative, perché distruggere quel poco che resta di economia agricola di una zona?
Grazie
DONATO SALZARULO
Cologno Monzese, 1 ottobre 2008