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	<title>Il blog del Forum Cittadino Permanente di Cologno Monzese</title>
	<link>http://forumcologno.blogsome.com</link>
	<description>Voci dalla società civile di Cologno Monzese e del mondo</description>
	<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 14:27:19 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>

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		<title>FORUM CITTADINO sulle dimissioni del Sindaco Velluto</title>
		<link>http://forumcologno.blogsome.com/2009/11/29/forum-cittadino-sulle-dimissioni-del-sindaco-velluto/</link>
		<comments>http://forumcologno.blogsome.com/2009/11/29/forum-cittadino-sulle-dimissioni-del-sindaco-velluto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 14:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		
	<category>Cologno Monzese</category>
	<category>Convocazione del forum</category>
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		<description><![CDATA[	 
GIUGNO 2009:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; VELLUTO SINDACO
	NOVEMBRE 2009:&nbsp;&nbsp; IL SINDACO VELLUTO SI DIMETTE
	A pochi mesi dal suo insediamento la nuova Giunta &egrave;
	gi&agrave; in difficolt&agrave; e il neosindaco Velluto ha presentato
	pubblicamente le sue dimissioni, dichiarando che solo
	un &ldquo;miracolo&rdquo; potr&agrave; farle rientrare.
	Che succede? Sono solo beghe dovute a una incauta
	spartizione delle &ldquo;cadreghe&rdquo;? E i drammatici problemi
	(chiusura di fabbriche, ex [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><strong>GIUGNO 2009:&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; VELLUTO SINDACO</strong></p>
	<p class="MsoNormal"><strong>NOVEMBRE 2009:&nbsp;&nbsp; IL SINDACO VELLUTO SI DIMETTE</strong></p>
	<p class="MsoNormal">A pochi mesi dal suo insediamento la nuova Giunta &egrave;</p>
	<p class="MsoNormal">gi&agrave; in difficolt&agrave; e il neosindaco Velluto ha presentato</p>
	<p class="MsoNormal">pubblicamente le sue dimissioni, dichiarando che solo</p>
	<p class="MsoNormal">un &ldquo;miracolo&rdquo; potr&agrave; farle rientrare.</p>
	<p class="MsoNormal">Che succede? Sono solo beghe dovute a una incauta</p>
	<p class="MsoNormal">spartizione delle &ldquo;<em>cadreghe</em>&rdquo;? E i drammatici problemi</p>
	<p class="MsoNormal">(chiusura di fabbriche, ex area Torriani, ambiente, ecc.)</p>
	<p class="MsoNormal">chi li affronta se gli amministratori litigano tra loro? E i</p>
	<p class="MsoNormal">cittadini cosa ne sanno? Sempre ad aspettare?</p>
	<p class="MsoNormal">Per informarci e dire la nostra invitiamo tutti al</p>
	<p class="MsoNormal">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>FORUM CITTADINO</strong></p>
	<p class="MsoNormal">Auditorium di Via Petrarca 9 &ndash; Cologno Monzese</p>
	<p class="MsoNormal">(MM Linea verde &ndash; Fermata Cologno Centro)</p>
	<p>  <strong>Mercoledi 2 Dicembre 2009 ore 21.00</strong></p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>&nbsp;</p>
<strong />
</p>
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		<item>
		<title>Materiali per incontro del Forum del 10 dic. 2009 su CRISI, LAVORO, GIOVANI</title>
		<link>http://forumcologno.blogsome.com/2009/11/19/272/</link>
		<comments>http://forumcologno.blogsome.com/2009/11/19/272/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ennioabate</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
	<category>Lavoro</category>
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		<description><![CDATA[	Il capitalismo invecchia?Data di pubblicazione: 18.11.2009Un&rsquo;indagine a pi&ugrave; voci sulla recessione che contraddistingue l&rsquo;attuale fase del modello economico prevalente: comincia Giorgio Lunghini, intervistato su il manifesto, 18 novembre 2009 (m.p.g.)L&rsquo;attuale situazione &egrave; figlia del fallito tentativo di contrastare la caduta del saggio di profitto attraverso la riduzione del pianeta a mercato. Ma la globalizzazione ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>Il capitalismo invecchia?<br />Data di pubblicazione: 18.11.2009<br />Un&rsquo;indagine a pi&ugrave; voci sulla recessione che contraddistingue l&rsquo;attuale fase del modello economico prevalente: comincia Giorgio Lunghini, intervistato su il manifesto, 18 novembre 2009 (m.p.g.)<br /></strong>L&rsquo;attuale situazione &egrave; figlia del fallito tentativo di contrastare la caduta del saggio di profitto attraverso la riduzione del pianeta a mercato. Ma la globalizzazione ha alimentato la crisi della democrazia, perché la libera circolazione dei capitali ha impedito ai governi di attuare una politica economica. La recessione globale letta da 14 economisti: comincia Giorgio Lunghini <br /><strong>Il mondo ostaggio dei rentiers <br /></strong>Cosma Orsi <br />La crisi economica, questa nostra sconosciuta. Viene presentata cos&igrave; l&rsquo;attuale recessione, alternando la previsione di una uscita ravvicinata da essa a una lettura che indica nella lunga durata la sua dimensione temporale. Allo stesso tempo l&rsquo;oscillazione tra le speranze, da parte della teoria economica mainstream, di uscirne fuori in continuit&agrave; con il passato e la convinzione che &laquo;niente sar&agrave; come prima&raquo; segna la discussione pubblica. Con l&rsquo;intervista a Giorgio Lunghini inizia una ricognizione su come autorevole economisti italiani affrontono la natura della crisi attuale. Studioso noto ai lettori de &laquo;il manifesto&raquo;, Lunghini propone di leggere la crisi sia in una prospettiva storica che di analisi critica del capitalismo. <br /><strong>Le domande fondamentali a cui gli economisti cercano una risposta possono essere riassunte cos&igrave;: qual &egrave; la natura di questa crisi; &egrave; una crisi finanziaria o reale, ciclica osistemica? Ha senso un confronto con la crisi del &lsquo;29? <br /></strong>Un sistema economico capitalistico - un&rsquo;economia monetaria di produzione, nel linguaggio di Keynes - &egrave; impensabile senza moneta, senza banche e senza finanza, dunque nella struttura del sistema gli elementi reali e gli elementi monetari sono strettamente interconnessi. Tra elementi reali e elementi monetari c&rsquo;&egrave; per&ograve; una gerarchia, nel senso che un sistema economico capitalistico potrebbe riprodursi senza crisi, per usare il linguaggio di Marx, se la distribuzione del prodotto sociale fosse tale da non generare crisi di realizzazione, di &laquo;sovrapproduzione&raquo; (di sovrapproduzione relativa: rispetto alla capacit&agrave; d&rsquo;acquisto, non rispetto ai bisogni); e se moneta, banca e finanza fossero soltanto funzionali al processo di produzione e riproduzione del sistema, e non dessero invece luogo a sovraspeculazione e a crisi di tesaurizzazione. <br />Nel linguaggio di Keynes, non si darebbero crisi se la domanda effettiva, per consumi e per investimenti, e la domanda di moneta per il motivo speculativo fossero tali - by accident or design - da assicurare un equilibrio di piena occupazione. Ora &egrave; improbabile che questo caso si dia automaticamente, di qui la necessit&agrave; sistematica di un disegno di politica economica. In breve: il sistema capitalistico - il &laquo;mercato&raquo; - non &egrave; capace di autoregolarsi. In tutto ci&ograve; ha un ruolo essenziale il saggio dei profitti che, come hanno mostrato gli economisti classici, ma sopra tutti Marx, tende a cadere. Quando il saggio dei profitti &egrave; tale da generare crisi di realizzazione, poiché vi si associano bassi salari e disoccupazione, e a un tempo tale da generare crisi di tesaurizzazione, il sistema capitalistico va incontro a crisi che se si vuole si possono chiamare sistemiche. Cos&igrave; &egrave; stato nella crisi del &lsquo;29 (le cui radici risalgono per&ograve; al 1870), cos&igrave; &egrave; oggi. In tutti e due i casi - e a ci&ograve; mi limito, quanto al confronto tra il &lsquo;29 e l&rsquo;oggi - la crisi si &egrave; manifestata dopo un tentativo fallimentare di contrastare la caduta del saggio dei profitti con un processo di globalizzazione, di riduzione del mondo a mercato. Aggiungo soltanto che la risposta europea alla crisi del &lsquo;29 fu il nazifascismo. <br /><strong>Quanto ha giocato, nella loro incapacit&agrave; di valutare la probabilit&agrave; della crisi, la predilezione degli economisti mainstream per la formalizzazione matematica, a scapito della conoscenza della storia dell&rsquo;analisi economica - e della storia in generale? <br /></strong>Di per sé l&rsquo;uso della matematica nell&rsquo;analisi economica non &egrave; biasimevole, lo diventa quando si vogliono trattare in forma matematica questioni che non lo consentono, oppure quando non si trattano questioni importanti perché non consentono una trattazione matematica. Di questioni del genere in economia ce ne sono molte. In visita alla London School of Economics, l&rsquo;anno scorso, la Regina Elisabetta aveva chiesto - con regale candore - come mai soltanto pochi economisti avessero previsto la crisi. Dieci autorevoli economisti inglesi hanno poi scritto alla Regina una lettera, in cui scrivono che una delle ragioni principali dell&rsquo;incapacit&agrave; della professione di dare avvertimenti tempestivi della crisi imminente &egrave; una formazione inadeguata degli economisti, concentrata sulle tecniche matematiche: cos&igrave; che l&rsquo;economia - l&rsquo;economics - &egrave; diventata una branca delle matematiche applicate. <br />I firmatari della lettera ricordano anche che l&rsquo;insospettabile American Economic Association aveva costituito, nel 1988, una commissione sull&rsquo;insegnamento postuniversitario dell&rsquo;economia negli Stati Uniti. La commissione, nelle sue conclusioni, manifest&ograve; il timore che &laquo;i programmi di formazione post-laurea possano produrre una generazione con troppi idiot savants, addestrati alle tecniche ma ignari delle questioni economiche importanti&raquo;. Nell&rsquo;educazione degli economisti, aggiungono i firmatari della lettera, vengono omesse la storia economica, la filosofia e la psicologia, e non vengono messe in discussione né l&rsquo;opinabile credenza in una &laquo;razionalit&agrave;&raquo; universale né l&rsquo;&laquo;ipotesi di mercati efficienti&raquo;. Anche per questa ragione non si &egrave; dato il peso dovuto agli avvertimenti non quantificati circa la potenziale instabilit&agrave; del sistema finanziario globale. C&rsquo;&egrave; un tipo di giudizio, quello cui si pu&ograve; attingere immergendosi nella letteratura e nella storia, che non pu&ograve; essere espresso adeguatamente in modelli matematici. In breve: la matematica decontestualizza i suoi oggetti, e in campo economico ci&ograve; comporta il rischio del riduzionismo e della falsa neutralit&agrave;. L&rsquo;unico antidoto &egrave; la conoscenza della storia e la consapevolezza - l&rsquo;orgogliosa consapevolezza - della dimensione politica dell&rsquo;analisi economica. <br /><strong>Da tempo commentatori autorevoli avevano fatto notare che la libera e frenetica circolazione dei capitali (risultato delle liberalizzazioni e deregolamentazioni della finanza) mini le basi stesse della democrazia economica, cio&egrave; della democrazia stessa. Ritiene che il ruolo della politica, oggi, dovrebbe essere soltanto quello di regolatore del mercato o dovrebbe spingersi pi&ugrave; in l&agrave;? <br /></strong>Non c&rsquo;&egrave; nessun dubbio che la libera circolazione dei capitali, libera nella misura e nelle forme attuali, sia pericolosa per la democrazia economica e dunque per la democrazia in generale. &Egrave; la tesi del &laquo;senato virtuale&raquo;, una tesi su cui molto insiste Noam Chomsky (che la mutua da B. Eichengreen) e che a me pare difficile da confutare. Questo senato virtuale &egrave; costituito da prestatori di fondi e da investitori internazionali che continuamente sottopongono a giudizio le politiche dei governi nazionali; e che se giudicano &laquo;irrazionali&raquo; tali politiche - perché contrarie ai loro interessi - votano contro di esse con fughe di capitali, attacchi speculativi o altre misure a danno di quei paesi (e in particolare delle varie forme di stato sociale). <br />I governi democratici hanno dunque un doppio elettorato: i loro cittadini e il senato virtuale, che normalmente prevale. Questo &egrave; un portato della liberalizzazione sconsiderata dei movimenti di capitale, a sua volta un effetto dello smantellamento del sistema di Bretton Woods negli anni Settanta: ne sono ovvie le conseguenze per la democrazia economica (i pi&ugrave; colpiti sono i pi&ugrave; deboli tra i cittadini dei diversi paesi) e dunque per la democrazia in generale. <br />Credo che la politica economica debba andare al di l&agrave; della semplice regolamentazione dei mercati, ma anche se si limitasse a questa dovrebbe trattarsi di un disegno condiviso di politica economica e finanziaria internazionale. Un nuovo piano Keynes - che aveva ben chiari i rischi di una circolazione dei capitali sfrenata - non mi pare in vista. <br /><strong>Molti studiosi ritengono che la soluzione della crisi non possa avvenire che sull&rsquo;asse Washington-Pechino. &Egrave; ipotizzabile che il modello europeo di stato sociale, se ancora di un modello europeo si pu&ograve; parlare, possa rappresentare un riferimento per politiche economiche alternative tanto al &laquo;Washington Consensus&raquo;, quanto al capitalismo di stato cinese? O c&rsquo;&egrave; il rischio che nel futuro assetto economico-politico mondiale l&rsquo;Europa (con il sud del mondo) venga confinata ad una posizione marginale? <br /></strong>Temo che il modello europeo di stato sociale non sia pi&ugrave; un modello nemmeno per gli europei. Lo stato sociale &egrave; una delle pi&ugrave; grandi invenzioni politiche e istituzionali del secolo passato, la sua distruzione una delle pi&ugrave; gravi responsabilit&agrave; dei governi europei degli ultimi trent&rsquo;anni. La responsabilit&agrave; &egrave; tanto pi&ugrave; grave, in quanto ha natura culturale ancor prima che politica. Anche in Europa ha avuto un peso il senato virtuale, ma soprattutto ha pesato una adesione acritica, antistorica e non necessitata dalle circostanze, al liberismo imperiale: che nulla ha a che fare con la tradizione liberale, ancor prima che socialdemocratica, dell&rsquo;Europa. In verit&agrave; non &egrave; mai esistito un vero e proprio modello europeo di stato sociale, le varianti nazionali avevano storie e articolazioni differenti. Ci&ograve; che ancora oggi costituisce un modello intellettuale - modello nel senso di disegno da prendere ad esempio, e cui dovrebbero guardare per primi i keynesiani dell&rsquo;ultima ora - &egrave; la &laquo;Filosofia sociale&raquo; cui avrebbe potuto condurre la Teoria generale dell&rsquo;occupazione, dell&rsquo;interesse e della moneta di Keynes. <br />Oggi come allora i &laquo;difetti&raquo; pi&ugrave; evidenti della societ&agrave; economica in cui viviamo sono l&rsquo;incapacit&agrave; ad assicurare la piena occupazione e una distribuzione arbitraria e iniqua della ricchezza e del reddito (che sono tra le cause principali della crisi attuale). Per rimediare a questi difetti, Keynes propone tre linee di intervento: una redistribuzione del reddito per via fiscale (imposte sul reddito progressive ed elevate imposte di successione), l&rsquo;eutanasia del rentier, e un certo, non piccolo, intervento dello stato nell&rsquo;economia. La redistribuzione del reddito comporterebbe un aumento della propensione media al consumo e dunque della domanda effettiva. L&rsquo;eutanasia del rentier, dunque del &laquo;potere oppressivo e cumulativo del capitalista di sfruttare il valore di scarsit&agrave; del capitale&raquo;, renderebbe convenienti anche investimenti a redditivit&agrave; differita e bassa agli occhi del contabile, quali normalmente sono gli investimenti a alta redditivit&agrave; sociale. <br />Per quanto riguarda l&rsquo;intervento dello stato, secondo il Keynes de La fine del laissez faire, &laquo;l&rsquo;azione pi&ugrave; importante si riferisce non a quelle attivit&agrave; che gli individui privati svolgono gi&agrave;, ma a quelle funzioni che cadono al di fuori del raggio d&rsquo;azione degli individui, a quelle decisioni che nessuno prende se non vengono prese dallo stato. La cosa importante per il governo non &egrave; fare ci&ograve; che gli individui fanno gi&agrave;, e farlo un po&rsquo; meglio o un po&rsquo; peggio, ma fare ci&ograve; che presentemente non si fa del tutto&raquo;. Se i difetti denunciati da Keynes fossero stati emendati con le misure da lui indicate, questa crisi non ci sarebbe stata (talvolta i ragionamenti controfattuali sono efficaci), e d&rsquo;altra parte temo sia improbabile che questa filosofia sociale sia messa in pratica oggi nel mondo occidentale. <br />Dunque un&rsquo;uscita dalla crisi sull&rsquo;asse Washington-Pechino? Un qualche negoziato tra Stati Uniti e Cina &egrave; imposto dal nuovo assetto della divisione internazionale del lavoro, ma quale sar&agrave; la strategia di Pechino? Il mondo riconosce che la Cina sta emergendo come grande potenza, ma &egrave; un peccato - scriveva di recente l&rsquo;Economist - che a tutt&rsquo;oggi non sempre agisca come tale. <br /><strong>L&rsquo;attuale aumento della spesa pubblica non riguarda la spesa sociale (istruzione, sanit&agrave;, pensioni e sussidi di disoccupazione), bens&igrave; il salvataggio di banche, societ&agrave; finanziarie e grandi gruppi. Ci&ograve; avviene per&ograve; comprimendo i redditi da lavoro (salari reali e pensioni): un intervento dal lato dell&rsquo;offerta, anziché della domanda, &egrave; la giusta strategia per uscire dalla crisi, tornando a livelli accettabili di disoccupazione? <br /></strong>Della necessit&agrave; di una redistribuzione del reddito per via fiscale, della opportunit&agrave; di una eutanasia del rentier, e della necessit&agrave; di un intervento attivo dello stato ho gi&agrave; detto. Le politiche dell&rsquo;offerta fanno parte di quel paradigma teorico, la cui accettazione da parte dei governi ha portato alla crisi attuale. La disoccupazione e il timore di perdere il lavoro innescano un circolo vizioso: consumatori e imprese riducono le loro spese, generando nuovi tagli dell&rsquo;occupazione. Fino a quando i salari e l&rsquo;occupazione non saranno risaliti almeno ai livelli di dieci o vent&rsquo;anni fa, la crisi non sar&agrave; finita. <br /><strong>Quale sar&agrave; il prezzo che le future generazioni dovranno sopportare, a fronte delle forme e delle dimensioni dell&rsquo;indebitamento a cui oggi i governi hanno fatto ricorso nel tentativo di non far naufragare l&rsquo;economia mondiale? <br /></strong>Se quel debito fosse stato contratto per assicurare istruzione, sanit&agrave; e assistenza ai cittadini, le future generazioni non dovrebbero sopportare nessun prezzo, poiché a fronte di quel debito avrebbero oggi e domani quelle strutture e quei servizi. Il prezzo che pagheranno &egrave; la mancanza di quelle strutture e di quei servizi, a causa di un debito pubblico che &egrave; stato contratto a favore di quei privati che hanno determinato la crisi attuale. </p>
	<p>&nbsp;</p>
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		<title>UNA LETTERA (DEI GARANTI DEL FORUM), UNA RISPOSTA, I COMMENTI</title>
		<link>http://forumcologno.blogsome.com/2009/10/12/una-lettera-dei-garanti-del-forum-una-risposta-i-commenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 11:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ennioabate</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
	<category>Cologno Monzese</category>
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		<description><![CDATA[	LETTERA DEI GARANTI DEL FORUMCologno Monzese, il 9 settembre 2009
	All&rsquo;attenzione di Cologno Solidale Democratica, Partito della Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani.
	Sono passati ormai cinque anni dalla prima lettera pubblica che annunciava la nascita del Forum.Il testo di quella lettera era introdotto da una frase di Italo Calvino tratta da &ldquo;Le citt&agrave; invisibili&rdquo;.Quella frase [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>L</strong><strong>ETTERA DEI GARANTI DEL FORUM</strong><br />Cologno Monzese, il 9 settembre 2009</p>
	<p><em>All&rsquo;attenzione di Cologno Solidale Democratica, Partito della Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani.</em></p>
	<p>Sono passati ormai cinque anni dalla prima lettera pubblica che annunciava la nascita del Forum.<br />Il testo di quella lettera era introdotto da una frase di Italo Calvino tratta da &ldquo;Le citt&agrave; invisibili&rdquo;.<br />Quella frase recitava:&rdquo; Le citt&agrave; sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni di un linguaggio; le citt&agrave; sono luoghi dello scambio, come spiegano tutti i libri di economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi&rdquo;. Quelle parole furono per tutti noi che pensammo, aderimmo e sostenemmo il Forum cittadino fonte di ispirazione e obiettivo da raggiungere.<br />Come quel vecchio professore americano di sociologia, anche noi sentivamo forte la necessit&agrave; di sottrarre il cittadino contemporaneo a quella solitudine nella quale ci sembrava imprigionato, costruendo un luogo fisico nel quale riscoprire la naturale vocazione alla socialit&agrave; dell&rsquo;uomo.<br />Volevamo ricostruire l&rsquo;agor&agrave; degli antichi, la piazza dei moderni dove la sfera pubblica e la sfera privata si incontrano, dove: &ldquo; &hellip; il filo tagliente degli interessi tra loro incompatibili veniva smussato, le pressioni contraddittorie venivano equilibrate, i sogni e i desideri venivano livellati e modellati tale che non fossero in contrasto e formassero un tutto armonico.&rdquo;(S. Bauman &ndash; La Solitudine del cittadino globale.)<br />Abbandonando le nostre solitudini generatrici di egoismi e paure ci siamo incontrati e scontrati, dando vita ad un&rsquo;esperienza sociale e politica che ancora espande le sue onde come quelle di un sasso gettato nello stagno: un movimento di energie umane che ha arricchito nel corso di questi anni il dibattito politico di Cologno Monzese. &nbsp;<br />Attraverso inchieste, dibattiti e iniziative tanti cittadini, che sono venuti ai nostri incontri, hanno sperimentato che la politica pu&ograve; essere costruita dal basso; e che attraverso la partecipazione ognuno di noi pu&ograve; contribuire al dibattito pubblico e alle scelte. <br />Questo &egrave; stato ed &egrave; lo spirito del Forum.<br />Il Forum cittadino &egrave; stato anche il luogo nel quale i partiti hanno potuto ritrovare un dialogo diretto con gli elettori.<br />Tutto questo ha generato grandi speranze di cambiamento per la citt&agrave; di Cologno Monzese. Speranze che purtroppo la politica nazionale e locale hanno spesso frustrato a tal punto da risospingere molti cittadini, che si erano attivati, nelle proprie solitudini.<br />.<br />Il risultato delle elezioni del giugno 2009 ha registrato il calo di quell&rsquo;entusiasmo e l&rsquo;affacciarsi di vecchie paure sociali e chiusure corporative del ceto politico. In questo scenario abbastanza preoccupante, noi garanti sentiamo l&rsquo;esigenza di rilanciare il Forum attrezzandolo per un nuovo viaggio nella realt&agrave; sociale, politica e culturale di Cologno Monzese.<br />Sentiamo perci&ograve; il bisogno di riprendere il confronto con i partiti e le associazioni di ogni genere interessati al bene comune di questa citt&agrave; proponendo tre punti che fanno ormai parte della &ldquo;tradizione&rdquo; del Forum di Cologno: </p>
	<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp;ESATTEZZA &amp; VISIBILITA&rsquo;: il Forum deve conoscere di pi&ugrave; e meglio la realt&agrave; di Cologno Monzese promuovendo inchieste e dibattiti sulle esperienze sociali e politiche che nascono e crescono sul territorio, cercando di connettere le istanze locali con quelle globali che cos&igrave; prepotentemente oggi condizionano le nostre vite quotidiane.<br />&nbsp;&nbsp; &nbsp;MOLTEPLICITA&rsquo;: il Forum deve essere luogo aperto all&rsquo;ascolto e al confronto anche polemico di tutte le idee, credenze, opinioni che influenzano le menti e i comportamenti di chi abita su questo territorio senza paura di far esprimere le differenze reali, senza censure o manipolazioni preventive. Compito del Forum non &egrave; quello di &ldquo;far passare&rdquo; un unico punto di vista, ma di gettare le premesse, proprio permettendo a tutti di esprimersi, per&nbsp; costruire le possibili sintesi. Compito del Forum &egrave; costruire ponti al dialogo e non muri.<br />&nbsp;&nbsp; &nbsp;LEGGEREZZA &amp; RAPIDITA&rsquo;: il Forum deve avere un comitato organizzativo composto di persone che, se delegate dai partiti, debbano avere un mandato per decidere autonomamente e rapidamente in merito alle iniziative da organizzare, e, se indipendenti dai partiti, imparino a decidere liberamente sia sulla base della propria coscienza che sulla base dei punti fermi che emergono nel dibattito aperto del Forum</p>
	<p>Vi proponiamo perci&ograve; un incontro per discutere questa lettera e riprendere con maggior convinzione e maggior chiarezza il dialogo con la citt&agrave; e chi la anima.<br />Essendoci al momento difficolt&agrave; per l&rsquo;uso della sala riunioni di Villa Citterio, proponiamo&nbsp; in via eccezionale che l&rsquo;incontro avvenga alle ore 21 marted&igrave; 22 sett. o&nbsp; venerd&igrave; 25 sett. in casa di Bianca Cairoli, via Popoli Uniti 15 a S. Maurizio.<br />Certi di trovare in voi attenzione e interesse per le questioni da noi proposte vi rivolgiamo un sincero saluto.</p>
	<p>I garanti del Forum Cittadino Permanente<br />Ennio Abate<br />Bianca Narici Cairoli<br />Marco Colombelli</p>
	<p><strong>RISPOSTA DEI COMITATI DIRETTIVI DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA E DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI AI GARANTI DEL FORUM.<br /></strong><br />Abbiamo ricevuto, e letto con molta attenzione, la lettera da voi indirizzata a noi e alla lista civica Cologno Solidale e Democratica. <br />Le molte citazioni dispiegate nel testo non hanno affatto sortito, per&ograve;, l&rsquo;effetto di edulcorare le nostre considerazioni rispetto all&rsquo;utilizzo, a volte strumentale, che &egrave; stato fatto del Forum Cittadino Permanente.<br />Siamo, ovviamente, d&rsquo;accordo con il contenuto di dette citazioni e di altri principi elencati nella vostra lettera. Non siamo, per&ograve;, assolutamente convinti della bont&agrave; di alcune modalit&agrave; adottate per concretizzare certi principi né della reale volont&agrave; di perseguirli.<br />Ci riferiamo, per esempio, all&rsquo;utilizzo promiscuo che taluni personaggi politici hanno fatto del Forum, indossando spesso i panni di Csd e altrettanto spesso le vesti di Forum, tentando, invano, di far credere che il Forum rappresentasse un progetto pi&ugrave; alto, super-partes mentre, in realt&agrave;, il lavoro &ldquo;politico&rdquo; che &egrave; stato fatto &egrave; stato squisitamente inter-pares. <br />In questa situazione i Garanti del Forum non hanno svolto il loro compito, quello di garantire, appunto, di tentare di raggiungere l&rsquo;equilibrio tra le varie opinioni in campo, ma si sono quasi sempre schierati (e mai con l&rsquo;opinione dei partiti).<br />Nel particolare &egrave; da sottolineare il modo di operare che il Forum/Csd ha attuato nei mesi scorsi: dall&rsquo;appello per le Primarie alla campagna elettorale. <br />Un modo di operare che ha portato il Forum (o Csd?) ad appoggiare le Primarie del Csd (o del Forum?) senza che poi le Primarie continuassero e essere considerate fondamentali (come ci &egrave; stato fatto presente per anni e, da ultimo, quando abbiamo proposto la candidatura unitaria di Michele Carbone) quando si &egrave; trattato di fare l&rsquo;accordo con Soldano o accettare candidature in liste civiche provinciali non certo sorte dalle Primarie.<br />Crediamo che la coerenza sia un valore e vi consigliamo, sommessamente, di inserire anche questo punto oltre ai tre che ci segnalate fare ormai parte della tradizione del Forum <br />(cosa che a noi, peraltro, non risulta). &nbsp;<br />Noi crediamo, per esempio, che non si possa per cinque anni sostenere veemente&nbsp; il tutto (in questo caso l&rsquo;opposizione a qualsiasi ipotesi di appoggiare Soldano) e poi, in maniera altrettanto veemente, sostenere il contrario di tutto (ovvero appoggiare detta candidatura (oltretutto senza che questa scelta fosse maturata con il tanto decantato metodo della partecipazione ma bens&igrave;, consentiteci la battuta, &ldquo;al chiuso delle segreterie delle liste civiche&rdquo;).<br />Speriamo sia chiaro a tutti che non &egrave; qui in discussione il merito della scelta da considerarsi assolutamente legittima tanto che, come sapete bene per il fatto che alcuni esponenti del Forum/Csd l&rsquo;hanno criticata aspramente per ben cinque anni, anche almeno uno dei nostri partiti ha riflettuto a lungo su questa scelta.<br />Quello che qui &egrave; in discussione &egrave; il metodo che &egrave; stato adottato e le reali motivazioni che hanno spinto a compiere questa scelta.&nbsp; &nbsp;<br />Le elezioni il centro-sinistra le ha perse e ora voi ci chiedete di riprendere un cammino che qualcuno ha ucciso, che qualcuno ha sotterrato, quando ha ritenuto fosse giunto il momento di farlo: noi siamo d&rsquo;accordo con Berlinguer (ognuno sceglie le proprie citazioni): &ldquo;Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno&rdquo;. &nbsp;<br />Ma non si tratta solo del passato, ma anche del presente. &nbsp;<br />L&rsquo;atteggiamento di avversit&agrave; ai partiti, al limite del qualunquismo (e in alcuni casi dell&rsquo; anticomunismo), che molti esponenti del Forum esternano da sempre &egrave; ancora, infatti, presente nella vostra lettera quando scrivete che le grandi speranze dei cittadini nel cambiamento sono state frustrate (al punto di abbandonare il Forum) dalla politica dei partiti a livello nazionale e locale, quando scrivete di chiusure del ceto politico.<br />Noi crediamo che un intellettuale (individuale e collettivo che sia) abbia il diritto e il dovere di avere dei dubbi, e noi abbiamo molti dubbi e poche, pur se granitiche, certezze.<br />Da parte di taluni, invece, nessun dubbio ma solo granitiche certezze e nessun tentativo di seppur velate autocritiche: tutto ci&ograve; che va male, l&rsquo;Auditorium che si svuota visibilmente,&nbsp; &egrave; molto semplicemente e altrettanto facilmente, imputabile ai partiti e tanto basta. &nbsp;<br />Risulta evidente che qualche personaggio che frequenta, e dirige, il Forum &egrave; convinto di avere sempre la Verit&agrave; in tasca e si senta pure investito dal compito di portare il Verbo a tutti (oltretutto in maniera spesso arrogante e condita da una buona dose di pedanteria).<br />Cinque anni fa proponemmo di organizzare un Forum sulle differenze (di organizzazione e di ruolo) tra partiti e associazioni, movimenti ecc. ma, nonostante, la richiesta sia stata reiterata pi&ugrave; volte detto Forum non si &egrave; mai tenuto (chiss&agrave; mai perché e chiss&agrave; se ci avrebbe aiutato, noi crediamo di s&igrave;, a comprendere meglio, e quindi a rispettare, le differenti esperienze che animavano il Forum).&nbsp;&nbsp; &nbsp;<br />Ma non si tratta solo di passato e di presente, ma anche di futuro.<br />Voi ci proponete, infatti, un percorso che prevede &ldquo;il confronto con i partiti e le associazioni di ogni genere&rdquo; e la creazione di un luogo &ldquo;aperto all&rsquo;ascolto, anche polemico di tutte le idee, credenze, opinioni&hellip;senza paure di far esprimere le differenze reali, senza censure o manipolazioni preventive&rdquo;.<br />Non siamo d&rsquo;accordo: noi nutriamo una sanissima pregiudiziale antifascista (la stessa contenuta nella nostra Costituzione) che non pu&ograve; essere certo scambiata per censura e non possiamo, quindi, organizzare iniziative insieme a chi si richiama al fascismo né offrire a loro posti da oratori ufficiali. &nbsp;<br />Noi non abbiamo paura di far esprimere le differenze reali, siamo per&ograve; preoccupati dallo strapotere che detengono le forze politiche del centrodestra nel campo dell&rsquo;informazione italiana e non crediamo sia il caso di fornire loro (oltre a cinque canali televisivi su sei e la maggior parte dei quotidiani e delle case editrici) anche altri luoghi nei quali poter parlare.<br />Saremo anche manichei ma crediamo che bisognerebbe, semmai, tornare a fare controinformazione (ovvero parlare di cose di cui nessuno parla o parlarne in maniera diversa) e dare spazio a chi spazio non ha e subisce reali censure (cio&egrave; la sinistra).<br />Scrivete, infine, che &ldquo;il Forum deve avere un comitato organizzativo composto da persone che, se delegate, dai partiti, debbano avere un mandato per decidere autonomamente e rapidamente in merito alle iniziative da organizzare&hellip;&rdquo;.<br />Anche questa richiesta, come dovreste sapere, non &egrave; per noi accoglibile: ribadiamo, infatti, che siamo partiti democratici all&rsquo;interno dei quali le decisioni le prendono i comitati direttivi e non i segretari o i delegati del partito stesso.<br />Per tutti i motivi sin qui riportati siamo certi che vi sarete resi gi&agrave; conto della nostra precisa volont&agrave; di considerare definitivamente terminata la nostra esperienza all&rsquo;interno del Forum.<br />Una decisione assolutamente inevitabile, anche se sofferta perché avevamo creduto nel progetto e vi avevamo investito energie umane e politiche.<br />Quanto sopra non significa, ovviamente, che i nostri iscritti e militanti non possano partecipare ai prossimi Forum che organizzerete.<br />Quanto sopra non ci impedisce, comunque, di farvi i nostri migliori auguri per il lavoro che andrete a fare.<br />Chiudiamo con un invito: questa lettera non richiede risposte e vi chiediamo, pertanto, di non darle un riscontro. <br />Crediamo, infatti, che tutti abbiamo di meglio da fare che impantanarci in corrispondenze pi&ugrave; o meno polemiche che, oltretutto, non risolverebbero questioni che non sono state risolte in cinque anni.<br />Cordiali saluti.<br />I comitati direttivi del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;</p>
	<p><strong>Commenti</strong></p>
	<p><strong>1.<br />Quelli che non hanno tempo da perdere&hellip;<br />A proposito della risposta dei Comitati direttivi del PdRC e del PdCI ai Garanti del Forum.<br /></strong><br />&ldquo;Osare andare controcorrente&rdquo;, diceva Mao. E allora partiamo dal fondo - dall&rsquo;ultimo paragrafo della lettera dei Comitati Direttivi del PdRC e del PdCi ai Garanti del Forum, che si chiude con l&rsquo;invito &ldquo;a non darle (alla lettera) riscontro&rdquo;. - e risaliamo la vorticosa corrente del pensiero dei Comitati direttivi, come fossimo dei salmoni nella stagione in cui hanno altro per la testa. <br />Se non ci siamo capiti, se non abbiamo risolto&nbsp; le questioni che ci dividono in cinque anni, &egrave; inutile - si sottintende - perdere tempo, ché tutti abbiamo di meglio da fare.</p>
	<p>I Comitati Direttivi del PdRC e del PdCI hanno di meglio da fare? <br />Un giorno lo scopriremo. Forse quando avranno finito di arrotolarsi su quel che resta di loro; quando le &ldquo;riserve indiane&rdquo; in cui si sono rinchiusi si apriranno e l&rsquo;auto-ghettizzazione avr&agrave; termine o quando qualche associazione per la difesa delle biodiversit&agrave; li avr&agrave; salvati dall&rsquo;auto-estinzione. Per il momento fidiamoci. Cos&igrave; come dobbiamo fidarci &ldquo;della nostra (dei Comitati direttivi del PdRC e del PdCi) precisa volont&agrave; di considerare definitivamente terminata la nostra esperienza all&rsquo;interno del Forum&rdquo;. Ovviamente questa &ldquo; precisa volont&agrave;&rdquo; &egrave; sofferta, perché avevano creduto nel progetto e avevano perfino investito energie umane e politiche. Qui, pi&ugrave; che provare a fidarsi, bisogna proprio fare un atto di fede.</p>
	<p>Sempre risalendo (la corrente, la lettera dei Comitati Direttivi), troviamo che si respinge, come se la cosa fosse talmente normale da rendere superfluo ogni dubbio, la richiesta fatta dai Garanti del Forum che i delegati/e dei partiti nel comitato organizzativo del Forum possano decidere sulle iniziative da intraprendere senza perdere tempo&nbsp; a farle prima discutere e ratificare dai Comitati Direttivi dei partiti stessi, riducendosi a semplici passacarte.<br />Ora, considerando che nel comitato organizzativo del Forum non si sono mai prese decisioni che un essere minimamente pensante non potesse prendere in modo autonomo, i casi sono due: o i delegati dei partiti non rientrano nella categoria degli esseri minimamente pensanti (e non vogliamo neppure ipotizzarlo); oppure si ha paura che pensino in modo troppo autonomo e compiano scelte &ldquo;scellerate&rdquo;. Scelte scellerate, come potrebbe essere quella di consentire&nbsp; il &ldquo;confronto con i partiti e associazioni di ogni genere&rdquo; o che il Forum possa essere &ldquo;luogo aperto all&rsquo;ascolto e al confronto di tutte le idee ecc&hellip;senza paure di far esprimere le differenze reali ecc&rdquo;.<br />Una simile scelta scellerata contrasterebbe con la &ldquo;sanissima pregiudiziale antifascista&rdquo; dei Comitati Direttivi, perché fornirebbe spazio supplementare a forze politiche di centrodestra che gi&agrave; si avvalgono di tutti gli ampi spazi a disposizione nei media a livello nazionale.e purtroppo ora anche, avendo vinto le elezioni, nel nostro Comune. <br />Non penso si possa pensare che la &ldquo;pregiudiziale antifascista&rdquo; sia mai sfuggita a chi anima il Forum,tanto pi&ugrave; che l&rsquo;unica occasione in cui si &egrave; presentato questo&nbsp; &ldquo;rischio&rdquo; della presenza ufficiale al Forum di un rappresentante di partiti che si richiamano al fascismo sarebbe stata l&rsquo;assemblea di presentazione dei programmi dei candidati sindaci; assemblea che poi non si &egrave; tenuta, ed &egrave; stata una occasione mancata.<br />E poi il fatto che qualcuno del centrodestra locale intervenga saltuariamentein un&rsquo;assemblea del Forum non costituisce di per sé una riduzione degli spazi alla&rdquo;controinformazione&rdquo; e a chi spazi non ne ha, o cerca di non avere. </p>
	<p>Siamo ora giunti ad un punto importante (primo paragrafo di pagina 2). Questo punto rappresenta l&rsquo;apice del &ldquo;Surrealismo Socialista&rdquo; che pervade la prosa del documento. <br />Qui &ldquo;taluni&rdquo; del Forum (pi&ugrave; avanti altrimenti detti &ldquo; qualche personaggio&rdquo;) vengono accusati di non avere dubbio alcuno, di essere convinti di avere la Verit&agrave; in tasca, di avere il compito di portare il Verbo (e per di pi&ugrave; in modo arrogante e pedante) e di avere solo granitiche certezze.<br />I comitati direttivi di PdRC e del PdCI (e supponiamo anche tutti gli iscritti e simpatizzanti) sono invece pieni di dubbi e hanno poche, ma granitiche, certezze.<br />Ora non c&rsquo;&egrave; dubbio che avere dubbi sia indubbiamente positivo e necessario (e lo dice uno che sfiora costantemente il rischio del relativismo assoluto); ma mi viene il dubbio che, visti i risultati di PdRC e PdCI degli ultimi anni, una occhiata &ldquo;alle poche, ma granitiche certezze&rdquo; forse sarebbe meglio darla. Ho l&rsquo;impressione che il problema stia li. Evidente e misconosciuto. Ma, ovviamente, resta il dubbio.</p>
	<p>Abbiamo appena abbandonato un punto cruciale e siamo piacevolmente sorpresi quando nella nostra faticosa risalita dal fondo (e poi si dice che toccato il fondo&hellip;) della lettera troviamo questo passo che merita una citazione integrale. Non vorrei che, nella sintesi, perdesse quella forza, quella potenza che non gli si pu&ograve; non riconoscere:<br />&ldquo;L&rsquo;atteggiamento di avversit&agrave; ai partiti, al limite del qualunquismo (e in alcuni casi dell&rsquo;anticomunismo), che molti esponenti del Forum esternano da sempre &egrave; ancora, infatti, presente nella vostra lettera quando scrivete che le grandi speranze dei cittadini nel cambiamento sono state frustrate (al punto di abbandonare il Forum) dalla politica dei partiti a livello nazionale e locale, quando scrivete di chiusure del ceto politico&rdquo;.<br />In una sola frase si evocano &ldquo;qualunquismo&rdquo; (seppur ai limiti) e &ldquo;anticomunismo (seppur in alcuni casi) e si nega che ci siano problemi nel rapporto fra&nbsp; i partiti e i propri&nbsp; elettori.<br />Francamente il termine &lsquo;qualunquismo&rsquo; ci&nbsp; pare poco adatto a definire l&rsquo;atteggiamento e l&rsquo;attivit&agrave; di chi da anni nel Forum, seppur con alterne fortune, tenta di sviluppare una partecipazione pi&ugrave; ampia e diretta alla vita politica cittadina; il secondo (&lsquo;anticomunismo&rsquo;) &egrave; talmente desueto che si fatica a darle ancora una ragione di esistere: a quali &ldquo;comunisti&rdquo; e &ldquo;comunismo&rdquo; si rivolgerebbe questa propensione &ldquo;anti&rdquo;?</p>
	<p>Come si vede si &egrave; gi&agrave; passati dal &ldquo;Surrealismo Socialista&rdquo; alla sua naturale evoluzione l&rsquo;&rdquo;Ipersurrealismo Socialista&rdquo;. E a questo punto, il fatto di avere iniziato ad analizzare la lettera partendo dal fondo comincia a porre dei problemi. Perché ora, infatti, ci troviamo di fronte&nbsp; a un dilemma non da poco:<br />&nbsp;&ldquo; Le elezioni il centro-sinistra le ha perse e ora voi (i Garanti del Forum) ci chiedete di riprendere un cammino che qualcuno ha ucciso, che qualcuno ha sotterrato, quando ha ritenuto fosse giunto il momento di farlo: noi siamo d&rsquo;accordo con Berlinguer : &ldquo;Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno&rdquo; &ldquo;.</p>
	<p>Proviamo ad analizzare quanto riportato:<br />&nbsp;&ldquo;Le elezioni il centro-sinistra le ha perse&rdquo; e fin qui ci siamo. <br />&ldquo;Voi ci chiedete di riprendere un cammino che qualcuno ha ucciso&rdquo;:<br />Siamo al giallo! Questo cammino, ucciso da qualcuno (indagini ancora in corso), &egrave; stato sotterrato da qualcuno (non si sa se si tratti della stessa persona) quando ha ritenuto fosse giunto il momento di farlo. Inevitabile subito dopo il salto nel buio, l&rsquo;epilogo illogico, iper-surreal-comunist-all&rsquo;amatriciana:<br />&ldquo;Noi (i comitati direttivi di PdRC e PdCI) siamo d&rsquo;accordo con Berlinguer: &ldquo;Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno&rdquo;.<br />In buona sostanza da PdRC e PdCI ci viene detto: ognuno faccia la sua strada e le sue scelte; inutile confrontarsi e discutere; preferiamo coltivarci i nostri pregevoli dubbi e le nostre poche granitiche certezze da soli, e siamo d&rsquo;accordo con Berlinguer. Quindi: perché rischiare di salvarsi e andare avanti?</p>
	<p>Finiamo con la parte iniziale della lettera in cui, in buona sostanza: si accusano i garanti di partigianeria; si considera strumentale e promiscuo il rapporto Forum / Csd (almeno da parte di taluni personaggi politici). <br />Sulle accuse ai Garanti sorvolo per piet&agrave; nei confronti di chi ha sempre avuto l&rsquo;idea che il Forum fosse una sorta di intergruppi in cui si entra o si esce a seconda dei vantaggi che si pensa di poterne trarre, cavalcando (come si dice) le possibilit&agrave; offerte dal lavoro fatto da altri. <br />Sul rapporto Forum / Csd,: solo chi pensa (forse in buona fede) di avere effettivamente investito energie umane e politiche nell&rsquo;organizzazione degli eventi, dei dibattiti, della promozione delle attivit&agrave;, non si &egrave; accorto che il Forum si &egrave; retto sulla volont&agrave; di CSD (anche a costo di sacrificare la sua visibilit&agrave;) di tener viva e sviluppare quella esperienza&nbsp; e mai su quella dei Comitati Direttivi in questione.</p>
	<p>Sulle Primarie l&rsquo;opposizione di PdRC &egrave; talmente radicata (far&agrave; forse parte delle poche granitiche certezze), da non permettere di valutarne serenamente i vantaggi e le possibilit&agrave;; da non permettere di capire che al secondo turno, le primarie non hanno senso e che per quanto riguarda le elezioni provinciali l&rsquo;organizzazione di primarie (per quanto auspicate) non spetta a forze locali come CSD.</p>
	<p>Sulla scelta, peraltro sofferta ed affatto scontata, che CSD ha preso dopo un approfondito dibattito fra i suoi sostenitori, dopo aver sondato parte degli elettori di riferimento e dopo averne fatto comunicazione in un dibattito pubblico, di appoggiare il centro-sinistra nonostante le numerose ed anche difficilmente sanabili differenze, &egrave; semplicistico parlare di incoerenza.</p>
	<p>Soprattutto dicendo pomposamente &ldquo;Crediamo che la coerenza sia un valore&rdquo;.<br />La stessa coerenza che alle elezioni passate (2004) ha portato PdRC e PdCI ad affossare l&rsquo;idea di partecipare alla giunta di centro-sinistra a Cologno Monzese e contemporaneamente ad entrare nella giunta di centro-sinistra in Provincia. Se poi vogliamo parlare dell&rsquo;uso strumentale del Forum&hellip;.</p>
	<p><strong>Manca Mano</strong> (Giovanni Cairoli) </p>
	<p>10 Ottobre 2009</p>
	<p>&nbsp;<strong>2. MA SCENDETE GIU&#8217; DAL PERO&#8230;</strong></p>
	<p>Per non rubare tempo prezioso: </p>
	<p>1) Non capisco perché delle persone per bene (almeno quanto lo sono io) e con un seguito ( di militanti) o elettorale non superiore a quello dei garanti del Forum o di CSD debbano indossare abiti cos&igrave; pomposi&nbsp; e di vecchia taglia, autodefinendosi &ldquo;I comitati direttivi del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani&rdquo;. Potevano andare ben al vecchio PCI di una volta, ma oggi tutta questa seriosit&agrave; ingessata fa davvero ridere. Specialmente quando si esce da una batosta elettorale coi fiocchi.</p>
	<p>2) La risposta alla lettera dei garanti? Poteva essere&nbsp; telegrafica e ridursi a poche spicce ed essenziali parole: ci spiace, noi non vogliamo pi&ugrave; avere a che fare con voi del Forum. E invece, perdendo il loro prezioso tempo e rimestando&nbsp; entro i loro cervellotici e irrisolti garbugli psico-ideologici, i&nbsp; Comitati direttivi congiunti si arrampicano sugli specchi per dire le loro motivazioni, accusare, riaccusare,&nbsp; rivangare il passato, dare lezioni di antifascismo, ecc. Come ai bei vecchi tempi! Come se avessero davvero dietro di loro le masse,&nbsp; le sezioni,&nbsp; un&rsquo;analisi della realt&agrave;! </p>
	<p>3)&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sono convinto che non&nbsp; abbia senso controbattere riga per riga ad accuse, recriminazioni, sbandieramenti di &ldquo;pregiudiziali&rdquo;. Mi chiedo&nbsp; chi mai riuscir&agrave; e se mai si riuscir&agrave; a liberare questi &ldquo;compagni&rdquo; dalle corazze&nbsp; di cui si coprono.&nbsp;&nbsp; Con tali corazze resteranno&nbsp; una setta, pur continuando ad autoproclamarsi&nbsp; Partiti. Gli auguro comunque buona fortuna.</p>
	<p><strong>&nbsp;Samizdat </strong>( Ennio Abate)<br />&nbsp;</p>
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		<title>PRESIDIO PER LA LIBERTA&#8217; DI STAMPA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		
	<category>Cologno Monzese</category>
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		<description><![CDATA[	&nbsp;
	PRESIDIO PER LA LIBERTA&#8217; DI STAMPA 
	a COLOGNO MONZESE
	&nbsp;&nbsp; SABATO 3 OTTOBRE 
	in V.LE EUROPA (Cancelli Mediaset)
	alle ORE 10,30Il 3 ottobre l&#8217;Italia si unir&agrave; per una causa comune : proteggere la libert&agrave; di stampa, di informazione in questo Paese.
	&nbsp;A Cologno Monzese il presidio &egrave; stata ideato, organizzato e fatto dai cittadini stessi, con l&#8217;obiettivo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;</p>
	<p><font><strong>PRESIDIO PER LA LIBERTA&#8217; DI STAMPA </strong></font></p>
	<p><font><strong>a COLOGNO MONZESE</strong></font></p>
	<p><font></font><strong><font>&nbsp;&nbsp; SABATO 3 OTTOBRE </font></strong></p>
	<p><strong><font><strong>in V.LE EUROPA (Cancelli Mediaset)</strong></font></strong></p>
	<p><strong><font><strong>alle ORE 10,30</strong><br /><strong><br /></strong></font><font>Il 3 ottobre l&#8217;Italia si unir&agrave; per una causa comune : proteggere la libert&agrave; di stampa, di informazione in questo Paese.</font></strong></p>
	<p><strong><font /><font>&nbsp;</font>A Cologno Monzese il presidio &egrave; stata ideato, organizzato e fatto dai cittadini stessi, con l&#8217;obiettivo di realizzare una manifestazione volta a sostenere quella di Roma e creando cosi un filo diretto tra le varie citt&agrave;.<font> </font></strong></p>
	<p><strong><font>Parteciperanno partiti, associazioni e organizzazioni che si riconoscono nella Costituzione Italiana e vogliono salvaguardare la libert&agrave; di stampa e di informazione.</font></strong></p>
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		<item>
		<title>CHI FA POLITICA LASCI LA SCUOLA di Donato Salzarulo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 09:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ennioabate</dc:creator>
		
	<category>scuola</category>
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		<description><![CDATA[	&laquo;Dopotutto la gente sembra capace di credere qualsiasi cosa.&raquo; (G. Rey, 1996)
	1. - 14 Settembre 2009. Primo giorno di scuola. Mi sveglio quasi all&rsquo;alba. Ho addosso un&rsquo;eccitazione che mi porto nell&rsquo;anima da bambino. Ora sono dirigente. Lo sono da molti anni. Sono tornato dalle ferie subito dopo ferragosto. Ho il compito di garantire l&rsquo;avvio regolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>&laquo;Dopotutto la gente sembra capace di credere qualsiasi cosa.&raquo; </em>(G. Rey, 1996)</p>
	<p>1. - 14 Settembre 2009. Primo giorno di scuola. Mi sveglio quasi all&rsquo;alba. Ho addosso un&rsquo;eccitazione che mi porto nell&rsquo;anima da bambino. Ora sono dirigente. Lo sono da molti anni. Sono tornato dalle ferie subito dopo ferragosto. Ho il compito di garantire l&rsquo;avvio regolare dell&rsquo;anno scolastico. Non posso ridurmi all&rsquo;ultimo minuto, anche se so che molte operazioni, non per responsabilit&agrave; mia, verranno compiute col fiato in gola o a scuola gi&agrave; aperta. Esempio: quali insegnanti andranno a ricoprire i quattro posti di sostegno ottenuti in organico di fatto e rimasti disponibili? Chi sar&agrave; nominata sugli spezzoni orari d&rsquo;inglese, dopo che le specialiste dalla mia scuola sono state costrette a transitare nell&rsquo;organico di diritto dei posti comuni? Riuscir&ograve; a garantire a tutti gli alunni una buona distribuzione degli insegnanti di ruolo? Come affronter&ograve; la questione della compresenza dal momento che il DPR 20 marzo 2009, n&deg; 89, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 luglio, ha ribadito che il tempo pieno continua &ldquo;senza compresenze&rdquo;?&#8230;<br />Ecco, ho per la testa interrogativi simili, ma il primo giorno di scuola mi sciolgo di fronte a genitori coi loro bimbetti che si accalcano ai cancelli per rimettere piedi nelle aule. Hanno volti sorridenti, gioiosi. Sono contenti di rivedere le loro maestre. Penso a Francesca che quasi piange quando le si dice che &egrave; vacanza e deve restare a casa. Penso a Matteo, bello e slanciato, che dovendo salutare le proprie insegnanti per andare in prima media non riesce a trattenere le lacrime e, infine, scoppia in un pianto dirotto. Penso a Leonardo che ho tenuto ore sulle ginocchia per consolarlo: non riusciva a capire perché il pap&agrave; e la mamma si stessero separando. Potrei raccontare centinaia di storie dirette e indirette, vissute a lungo o per lampi. Il pap&agrave; che arriva arrabbiato in direzione perché vuole che garantisca alla figlia &ldquo;diversamente abile&rdquo; la stessa maestra dell&rsquo;anno scorso; la madre col figlio iscritto alla prima, finito con compagni diversi da quelli della sezione gialla di provenienza, e che &laquo;Direttore, la prego, me lo metta insieme agli altri! Abitiamo anche nello stesso palazzo&hellip;&raquo; &laquo;Ma, signora, c&rsquo;&egrave; una commissione! Ci sono dei criteri fissati dal Consiglio di Circolo!&#8230;La seduta &egrave; stata pubblica!&#8230;&raquo;; il padre che vuole sapere se tutti i servizi igienici hanno i dispenser del sapone liquido perché &laquo;Sa con l&rsquo;influenza suina che c&rsquo;&egrave; in giro &egrave; opportuno lavarsi spesso le mani&hellip;&raquo;&nbsp; Prova a spiegargli che alla data di oggi il Ministro non ci ha accreditato un euro, che sia un euro, per le spese di funzionamento. <br />La scuola &egrave; questo brulicare di visi, di corpi, di problemi. Facili e difficili, semplici e complessi, risolvibili e irrisolvibili. Vivo da una vita fra queste mura. Pure non sono stanco. Ascoltare, educare, proporre, gestire, apprendere, insegnare, organizzare, dirigere sono attivit&agrave; che continuo a svolgere volentieri e con entusiasmo. Il primo giorno di scuola, questo complesso vivente, questa comunit&agrave; si rimette in moto in tutte le sue componenti ed io che sono qui a rappresentarla - dopo essere stato alunno, studente, maestro, professore - sono contento.&nbsp; Per questo il primo giorno di scuola mi sveglio all&rsquo;alba, mi preparo con cura, ho gli occhi che brillano.<br />2. &ndash; La televisione &egrave; accesa in salotto. Ogni mattina Giuseppina vuole sapere che tempo fa. &ldquo;Ma che te frega!&#8230;&rdquo; le dico, &ldquo;Tanto, comunque, starai l&igrave;, seduta al computer, a compilar moduli e carte.&rdquo; Prima Pagina. Sullo schermo scorrono le prime pagine dei giornali. Titolo centrale del Corriere della Sera: &laquo;Chi fa politica lasci la scuola&raquo;. Oh, Dio! Virgolettato. Parole del Ministro Gelmini. Sue, proprio sue. Ho un sussulto. La memoria corre al mio primo anno da maestro. Prima dell&rsquo;approvazione dei Decreti Delegati, nel 1974. Lavoravo con un bravo direttore, ma come dire? un po&rsquo; autoritario ed uomo d&rsquo;ordine. Probabilmente s&rsquo;era formato durante il Ventennio, quando nei locali pubblici era esposto il famoso cartello &ldquo;Qui non si fa politica&rdquo;.&nbsp; Guardava tutti dall&rsquo;alto in basso e con severit&agrave;, subodorava politica dappertutto. A strascichi ancora in corso di Sessantotto italiano, dovendo scrivere il &ldquo;piano di lavoro&rdquo; bisognava prestare attenzione alle parole da usare. Meglio infarcire le pagine di &ldquo;armonia&rdquo;, di &ldquo;educazione integrale&rdquo;, di &ldquo;centralit&agrave; e spontaneit&agrave; dell&rsquo;allievo nel rispetto dell&rsquo;autorit&agrave; docente&rdquo; piuttosto che discettare di &ldquo;spirito critico&rdquo;, di &ldquo;crescita dell&rsquo;autonomia personale&rdquo;, di &ldquo;ricerca&rdquo;, ecc. ecc. Spirito critico?!&#8230;&laquo;Maestro, gli alunni vanno guidati! Non vorr&agrave; mica farne dei contestatori!&#8230;&raquo;<br />Del resto era proprio questa la preoccupazione che mi confessarono, a fine quinta, diventati amici, i genitori di Laura. D&rsquo;origine veneta, democristiani e cattolici praticanti, quando in prima elementare scoprirono che la loro frugoletta era stata affidata a me, sessantottino con la barba e per giunta meridionale, si allarmarono non poco.&nbsp; Sebbene ci fosse stata la strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), c&rsquo;era ancora un clima da &ldquo;libretto rosso&rdquo; e pensavano &ndash; era chiaramente una loro proiezione &ndash; che avrei catechizzato la loro figliola e i malcapitati suoi compagni e compagne. Figurarsi! Nulla di pi&ugrave; lontano dalle mie intenzioni e dai miei valori. Avevo scritto dall&rsquo;adolescenza poesie e pensavo che gli esseri umani, tutti gli esseri umani, abbiano diritto al pane e ad una biografia. Ogni persona &egrave; unica, singolare ed &egrave; un continente tutto da scoprire. Avevo in testa le parole di mia madre: &ldquo;Una persona non si conosce mai interamente, anche quando ci mangi e ci dormi insieme una vita. Guarda tuo padre!&#8230;&rdquo; Lavorare con bambini, inoltre, per me significava scrutare il nuovo, dare inizio a processi creativi. Centralit&agrave;, quindi, e rispetto delle persone con nome e cognome. E poi la verit&agrave; come continua ricerca, antidogmatismo e antiautoritarsmo; tensione per la libert&agrave;, l&rsquo;eguaglianza e la giustizia fra gli esseri umani. Altro che &ldquo;ipse dixit&rdquo; o catechismo!<br />I genitori di Laura se ne accorsero, quando in quarta elementare fui esonerato per un anno dall&rsquo;insegnamento per fare il vicedirettore. Al posto mio venne una supplente. Era di Comunione e Liberazione e doveva testimoniare la sua fede. E come testimoniarla? Non con la consapevolezza dei versi del poeta che recitano &ldquo;la fede opaca di che vivo / &egrave; solo mia&rdquo;,&nbsp; non rispettando le fedi (cattoliche e non) o le incredulit&agrave; altrui &ndash; in quella classe allora c&rsquo;erano due famiglie testimoni di Geova e tre non credenti - , ma imponendo la propria. Cos&igrave; innalz&ograve; in classe un bell&rsquo;altarino&nbsp; con su la statuetta di una Madonna e, di tanto in tanto, chiedeva ai bambini di rivolgere una preghiera o un accorato fervorino al Crocefisso e alla statuetta. &laquo;La prego, maestro, torni!&#8230;&raquo; mi confess&ograve; una sera la mamma, &laquo;Laura non la sopporta pi&ugrave;. Ha detto che quando ha voglia di pregare va in Chiesa.<br />3. - &laquo;Chi fa politica lasci la scuola&raquo; sostiene il Ministro Gelmini. Il titolo, per quanto virgolettato, &egrave; redazionale. Non escludo che al Corriere l&rsquo;abbiano sparato cos&igrave; in prima pagina un po&rsquo; perché persone come me s&rsquo;inalberino e diano del &ldquo;fascista&rdquo; (o qualcosa di simile) al titolare provvisorio di Viale Trastevere, un po&rsquo; perché, spara oggi e spara domani, si contribuisce a consolidare un senso comune e un&rsquo;egemonia di destra nella societ&agrave;. E poi, diciamola tutta, anche il Corriere ritiene che vi sia un&rsquo;area di militanza politica e sindacale nella scuola pubblica italiana che vada, se non stroncata, neutralizzata. Come spiegare, altrimenti, i ricorrenti editoriali di Galli Della Loggia?&nbsp; In quello di ieri il Ministro veniva raffigurato come un martire, un innocente San Sebastiano trafitto da tutte le parti. <br />L&rsquo;informazione televisiva non mi basta. Semplifica, banalizza. Il ministro avr&agrave; pure detto quelle parole, ma in quale contesto e per quali obiettivi? Insomma, mi tocca comprare il giornale, leggere con attenzione, valutare. Ecco come siamo fatti noi ex-sessantottini.&nbsp; Non ci fidiamo della sola televisione, non ci fermiamo alla titolazione. Vogliamo andare fino in fondo, capire. Inutile dire che questo &egrave; stato un altro dei miei obiettivi educativi. Lo &egrave; stato da sempre, da quando ho cominciato, col doposcuola, a diciannove anni. A mano a mano che gli alunni crescevano, quando l&rsquo;occasione lo richiedeva, portavo almeno due giornali a scuola, di quelli cosiddetti &ldquo;indipendenti&rdquo;. Certe volte anche tre o quattro. Certe volte anche qualche giornale schierato, &ldquo;di partito&rdquo;. Facevo notare ai ragazzi, soprattutto alle medie, come uno stesso fatto o avvenimento venisse raccontato in modo diverso. E ogni narrazione aveva un &ldquo;punto di vista&rdquo;, evidenziava alcuni elementi e ne tralasciava altri, ecc. ecc. Molti dovrebbero sapere che nelle scuole d&rsquo;Italia per lungo tempo (e forse ancora oggi) &egrave; stata realizzata tutta una didattica, a partire proprio, dalle esperienze della lettura dei giornali in classe. Ci&ograve; che, per&ograve;, vorrei far notare &egrave; che, mentre il sottoscritto, di giornali ai ragazzi ne arrivava a mostrare quattro, certi docenti della Lega o dell&rsquo;area politica alla quale il Ministro appartiene si limitano a sventolare &ldquo;La Padania&rdquo;, &ldquo;Libero&rdquo; o &ldquo;Il Giornale&rdquo; del fratello del Presidente. Non so se questo significhi far politica nella scuola. Se intende educare, io penso che un professore&nbsp; abbia il dovere di manifestare il suo &ldquo;punto di vista&rdquo;. Ha, per&ograve;, il dovere di mostrare anche i punti di vista altrui. Il pi&ugrave; obiettivamente possibile. Ci sono i programmi, poi, e non deve dimenticarli. Ma quante volte ho sentito famiglie lamentarsi della tale o tal&rsquo;altra insegnante leghista che sputava su Garibaldi, su Mazzini e sul Risorgimento? I ragazzi raccontano alle famiglie cosa i docenti insegnano nelle aule. Di fronte a questi chiarissimi fuori-programma: &laquo;Andate dal Preside&raquo;, consigliavo, &laquo;mettete per iscritto&raquo;. Ma i genitori amano il quieto vivere ed hanno paura delle ritorsioni. Cos&igrave; come quelli di Laura si confessavano con me e non andavano dalla maestra a dirle che forse stava esagerando con crocefissi ed altarini, tanti altri oggi, pur avendone mille ragioni, non vanno dal Preside. Beninteso, sono minoranze. Proprio minoranze. La maggioranza dei docenti &egrave; composta da persone preparate, oneste e coscienziose.<br />4. - Allora, ho letto l&rsquo;intervista. All&rsquo;inizio il Ministro Gelmini sostiene: &laquo;Ci sono alcuni dirigenti scolastici e insegnanti, una minoranza, che disattendono l&rsquo;attuazione delle riforme. Ad esempio vogliono mantenere il modulo anche se il modulo &egrave; stato abolito con il passaggio al maestro unico prevalente. Criticare &egrave; legittimo ma comportarsi cos&igrave; significa far politica a scuola e questo non &egrave; corretto. Se un insegnante vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere. Quella &egrave; la sede per le sue battaglie, non la cattedra.&raquo; (Corriere della Sera, 14 settembre 2009, pag. 10). <br />Sorrido. Non capisco. Nella scuola elementare, modulo significa tre insegnanti su due classi. Se il Ministro in organico ne ha assegnati soltanto due,&nbsp; come &egrave; possibile mantenere il modulo? Come fanno queste ostinate minoranze a disattendere l&rsquo;attuazione delle riforme (chiamiamole cos&igrave;)? Nella mia scuola non ho moduli e non posso parlare in prima persona. Ma nelle scuole dove c&rsquo;era mi risulta che dirigenti e insegnanti si stiano arrabattando per garantire alle famiglie, che l&rsquo;hanno scelto, un orario di funzionamento scolastico di 27 o 30 ore&nbsp; come previsto nella circolare sulle iscrizioni. Roba che procura una rotazione di insegnanti nelle classi da far tremare le vene e i polsi ai migliori dirigenti. Tant&rsquo;&egrave; che ci sono alcune scuole che hanno cominciato l&rsquo;anno scolastico, garantendo il solo orario antimeridiano. Altro che &ldquo;maestro unico prevalente&rdquo;!&#8230; E&rsquo; scritto proprio cos&igrave;. Un&rsquo;espressione che ricorda le famose &ldquo;convergenze parallele&rdquo;.&nbsp; Pensavo che un maestro potesse essere o &ldquo;unico&rdquo; o &ldquo;prevalente&rdquo;. Terzium non datur. E, invece, grazie al Ministro, si d&agrave;.<br />Se non &ldquo;fare politica a scuola&rdquo; significa rispettare le leggi e le norme, per quanto mi riguarda non faccio politica. Il Consiglio dei Ministri, Il Ministro, il Parlamento hanno scritto che nelle classi a tempo pieno non si effettua pi&ugrave; la compresenza, ebbene, non essendo una norma che impone azioni, per cos&igrave; dire, &ldquo;criminose&rdquo;, il sottoscritto non disattender&agrave;. A differenza, di come fanno certi colleghi del Ministro che giurano sulla Costituzione e poi predicano la &ldquo;Padania libera&rdquo; e la secessione. Ma dovr&ograve; spiegare o no al Collegio Docenti e al Consiglio di Circolo che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; la compresenza? Gli insegnanti dovranno spiegarlo ai genitori?<br />4. &ndash; Due insegnanti mi chiedono di essere ricevute. Vogliono mettermi al corrente della situazione della loro classe. E&rsquo; una seconda, ma potrebbe essere una terza, una quarta o una quinta. Hanno venti alunni. &laquo;Ma, direttore, in tutta la nostra carriera non ci &egrave; mai capitato!&#8230; Su venti, tre sono certificati &ndash; e per fortuna per 22 ore c&rsquo;&egrave; un insegnante di sostegno &ndash; uno &egrave; dislessico, uno &egrave; seguito da una fisioterapista e sta per essere preso in carico dalla psicologa dell&rsquo;UONPIA, due sono abbandonati a se stessi&nbsp; per via della loro situazione famigliare, e un altro&hellip;&raquo; &laquo;Basta, maestre, ditemi cosa posso fare&hellip;&raquo;<br />Conosco queste insegnanti da tempo immemorabile. Non hanno le mie stesse idee politiche. Non stanno in classe a girarsi i pollici. Fanno il loro mestiere con consapevolezza e passione. Non usavano le quattro ore di compresenza settimanale per correggere i compiti, per farsi i fatti propri o per leggere &ldquo;la Padania&rdquo;. Dividevano la classe in piccoli gruppi e seguivano i bambini con difficolt&agrave;. Seguivano anche meglio quelli iperdotati, perché &laquo;Sa, direttore, ne abbiamo sette cos&igrave;, ma ne abbiamo alcuni che hanno ritmi di apprendimento eccezionali.&raquo; Attenzione ai bisogni dei singoli, personalizzazione dell&rsquo;insegnamento, individualizzazione. Se non facevano recupero e consolidamento delle conoscenze acquisite, impegnavano la classe in progetti di arricchimento dell&rsquo;offerta formativa: esperienze di animazione teatrale, giornalino scolastico, partecipazione a progetti di educazione ambientale&hellip;Era proprio necessario eliminare la compresenza?<br />La scuola a tempo pieno non &egrave; di destra o di sinistra. E&rsquo; un&rsquo;organizzazione scolastica adeguata ai bisogni di una &ldquo;societ&agrave; della conoscenza&rdquo;, che non &egrave; pi&ugrave; quella agricola dei miei genitori o dei miei nonni. <br />5. &ndash; Ad un certo punto dell&rsquo; intervista, il Ministro sostiene che &laquo;genitori e studenti&hellip;non&nbsp; si vogliono pi&ugrave; accontentare di una scuola mediocre&hellip;non vogliono sentir parlare solo di organici e di curriculum ma di scuola come luogo di educazione.&raquo; Sfonda una porta aperta. Lasciamo da parte il concetto di &ldquo;curriculum&rdquo; che per le scienze della formazione significa qualcosa di pi&ugrave; che piano di studi, noi uomini e donne di scuola, dirigenti ed insegnanti, vorremmo parlare proprio di educazione. E, invece, in tutti questi mesi, grazie al Ministro e al suo collega Tremonti, non si &egrave; fatto altro che parlare di organici. Del resto, se da tre insegnanti su due classi, si passa a due, non si pu&ograve; dire che si stia parlando di educazione; se si elimina la compresenza per destinare quelle ore a supplenze brevi, non si pu&ograve; dire che si stia discutendo dell&rsquo;educare oggi&hellip;<br />Non dimenticher&ograve; mai l&rsquo;intervista di Tremonti al Corriere dell&rsquo;anno scorso. Se la prendeva col Sessantotto e i pedagogisti. Questo Ministro ha sempre il vizio di prendersela con qualcuno: i banchieri, gli economisti&hellip;; come quell&rsquo;altro che ha messo sotto tiro i &ldquo;cineasti parassiti&rdquo;, i &ldquo;falsi orchestrali&rdquo; e, potevano mancare?, gli &ldquo;insegnanti fannulloni&rdquo;. <br />Di quest&rsquo;ultima categoria un po&rsquo; m&rsquo;intendo: i primi &ldquo;fannulloni&rdquo; sono quelli che predicano l&rsquo;efficienza e la bont&agrave; delle scuole private, vi iscrivono i loro figli e, intanto, occupano posti nella scuola statale; se la prendono coi &ldquo;terroni assistiti&rdquo; e non perdono occasione per stare a casa: se hanno una maternit&agrave; &egrave; quasi certamente morbosa, se vengono eletti in qualche Consiglio sfruttano tutti i diritti previsti dalle leggi per non presentarsi in classe, ecc. ecc. I fannulloni non sono di sinistra o di destra. Sono fannulloni e basta. Per&ograve;, come diceva quel personaggio televisivo, una domanda sorge spontanea: &egrave; corretto che chi non crede nella &ldquo;mission&rdquo; di questa scuola, chi non crede nella finalit&agrave; e negli obiettivi della &ldquo;scuola della Costituzione Repubblicana&rdquo;, debba lavorare in questi edifici e frequentare queste aule?&#8230;Queste minoranze, francamente, mi sembrano pi&ugrave; pericolose e sabotatrici di quelle che, secondo il Ministro,&nbsp; disattenderebbero dall&rsquo;attuare la riforma del &ldquo;maestro unico prevalente&rdquo;.<br />6. -&nbsp; A tirare i fili di questa vicenda, la mia impressione &egrave; semplice: ideologia, nient&rsquo;altro che ideologia. Ideologia d&rsquo;ordine per nascondere il pi&ugrave; insidioso smantellamento della scuola statale praticato in quest&rsquo;ultimo decennio; ideologia autoritaria per poter realizzare uno dei pi&ugrave; grandi &ldquo;salassi sociali&rdquo; che si ricordino: circa 150.000 persone disoccupate o non pi&ugrave; rioccupate in un triennio; ideologia intimidatoria, di destra, per imporre nella scuola una monocultura della mente, una specie di pensiero unico sul mondo e sulla realt&agrave;.&nbsp; <br />Genitori e studenti non si accontentano di una &ldquo;scuola mediocre&rdquo;. Speriamo.&nbsp; Toccando con mano gli effetti della politica di questo Ministro, forse capiranno che una scuola di qualit&agrave; la fanno certamente gli insegnanti e i dirigenti.&nbsp; Ma se si taglia gli uni e gli altri, se si diminuisce il tempo-scuola, se i bilanci delle istituzioni scolastiche non vengono riforniti neanche per le ordinarie spese di funzionamento didattico-amministrativo, sar&agrave; difficile soddisfare la richiesta di una scuola non mediocre. <br />Se non suonasse umoristico e vagamente intimidatorio, farei affiggere ai cancelli delle scuole questo cartello: &laquo;Qui non si fa politica. Stiamo lavorando per voi. Per i miracoli ci stiamo attrezzando.&raquo;</p>
	<p>Settembre 2009<br />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />&nbsp; </p>
	<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; </p>
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		<title>Incontro pubblico con Umberto Ambrosoli - 1 Ottobre 2009  (RINVIATO)</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 11:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		
	<category>Cologno Monzese</category>
	<category>Libri</category>
	<category>Legalità</category>
	<category>Cologno Solidale e Democratica</category>
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		<description><![CDATA[	&nbsp;
	======

AVVISO:&nbsp; RINVIATO A DATA DA STABILIRE PER IL GRAVE LUTTO CHE HA COLPITOLA FAMIGLIA AMBROSOLI.
	&nbsp;
	=====

COLOGNO SOLIDALE E DEMOCRATICA&nbsp; e
	LIBERA&nbsp; Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
&nbsp;
&nbsp;&nbsp;MEMORIA &ndash; VERITA&rsquo; - GIUSTIZIA&nbsp; 
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; PER NON DIMENTICARE
&nbsp;&nbsp;
&ldquo;PAGHERO&rsquo; A CARO PREZZO L&rsquo;INCARICO: LO SAPEVO PRIMA DI ACCETTARLO E QUINDI NON MI LAMENTO AFFATTO ANCHE PERCHE&rsquo;&nbsp; PER ME E&rsquo; STATA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;</p>
	<p>======</p>
<font><strong>
<p><font color="#ff0000" /><font><strong>AVVISO:&nbsp; </strong></font>RINVIATO A DATA DA STABILIRE PER IL GRAVE LUTTO CHE HA COLPITO<br />LA FAMIGLIA AMBROSOLI.</p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>=====</p>
</strong></font>
<p><font><strong>COLOGNO SOLIDALE E DEMOCRATICA&nbsp; e</strong></font></p>
	<p><font><strong>LIBERA&nbsp; <em>Associazioni, nomi e numeri contro le mafie</em></strong></font></p>
<font /><font><font /></font><font><br /></font><font /><font>&nbsp;<br /></font><br />
<h1><font /><font>&nbsp;&nbsp;</font>MEMORIA &ndash; VERITA&rsquo; - GIUSTIZIA&nbsp; <br /></h1>
	<h1><strong><font>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; PER NON DIMENTICARE<br /></font></strong></h1>
<strong><font>&nbsp;<br /></font></strong><font>&nbsp;<br /></font>
<p><font>&ldquo;PAGHERO&rsquo; A CARO PREZZO L&rsquo;INCARICO: LO SAPEVO PRIMA DI ACCETTARLO E QUINDI NON MI LAMENTO AFFATTO ANCHE PERCHE&rsquo;&nbsp; PER ME E&rsquo; STATA UN&rsquo;OCCASIONE UNICA PER FARE QUALCOSA PER IL PAESE&hellip;&hellip;.QUALUNQUE COSA SUCCEDA TU SAI COSA DEVI FARE E SONO CERTO SAPRAI FARE BENISSIMO&rdquo;</font></p>
	<p><font>(Giorgio Ambrosoli)</font></p>
<font /><font>&nbsp;<br /></font><font /><font>&nbsp;<br /></font><font /><font>&nbsp;<br /></font><font /><font>&nbsp;<br /></font>
<p><font>A 30 ANNI&nbsp; DALL&rsquo;ASSASSINIO DI GIORGIO AMBROSOLI,</font></p>
<font /><font>&nbsp;<br /></font>
<p><font>LO RICORDIAMO </font></p>
<font /><font>&nbsp;<br /></font><font /><font>&nbsp;<br /></font><br />
<h3><font>Ragionando, discutendo, riflettendo</font></h3>
<strong><font /><font>&nbsp;<br /></font><font /><font>&nbsp;<br /></font><font /><font>CON&nbsp; </font><font /><font /><font>&nbsp;<br /></font><font><strong><font>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></strong><strong>UMBERTO AMBROSOLI<br /></strong></font><font>&nbsp;<br /></font>
<p><font>Autore del libro.</font></p>
<font /><font>&nbsp;<br /></font></strong><strong><font>QUALUNQUE COSA SUCCEDA.<br /></font></strong><br />
<h2><strong><font>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; STORIA DI UN UOMO LIBERO<br /></font></strong></h2>
<strong><font /><font>&nbsp;<br /></font></strong><strong><font /><font>&nbsp;<br /></font></strong><strong><font /><font>&nbsp;<br /></font></strong><strong><font /><font>&nbsp;<br /></font><br />
<h4 align="center"><font>GIOVEDI&rsquo;&nbsp;&nbsp; 1&nbsp; OTTOBRE&nbsp;&nbsp;&nbsp; - ORE&nbsp; 21</font></h4>
	<p><strong>AUDITORIUM di Via Petrarca Cologno Monzese.</strong></p>
	<p>[<a href="http://forumcologno.blogsome.com/go.php?u=http%3A%2F%2Fforumcologno.blogsome.com%2Fimages%2FvolantinoAmbrosoli_1Ott09.jpg&amp;i=0&amp;c=1164c00d237a4820507eadd0b035a6b9cb53293f" target="_self">volantino disponibile qui</a>]</p>
</strong>
</p>
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		<title>GRUPPI DI STRADA A MILANO: Una storia, un appello. A cura di E.A.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 20:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ennioabate</dc:creator>
		
	<category>Milano</category>
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		<description><![CDATA[	UNA STORIA
	David era conosciuto da tutti come Boricua. Boricua vuol dire portoricano, ma lui veniva dall&rsquo;Ecuador, da Guayaquil. Era uno dei ragazzi dei Latin King, una delle cosiddette &ldquo;gang&rdquo; di giovani latinoamericani con cui abbiamo lavorato in questi anni per provare a trasformare i gruppi di strada in forme positive di aggregazione giovanile. Boricua diceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em><strong>UNA STORIA</strong></p>
	<p>David era conosciuto da tutti come Boricua. Boricua vuol dire portoricano, ma lui veniva dall&rsquo;Ecuador, da Guayaquil. Era uno dei ragazzi dei Latin King, una delle cosiddette &ldquo;gang&rdquo; di giovani latinoamericani con cui abbiamo lavorato in questi anni per provare a trasformare i gruppi di strada in forme positive di aggregazione giovanile. Boricua diceva di sé e dei suoi amici, dei suoi fratelli, &ldquo;siamo diventati bravissimi&rdquo;. In parte aveva ragione, certamente era stato tra quanti hanno dimostrato pi&ugrave; impegno e volont&agrave; nel perseguire il cambiamento.</p>
	<p>David &egrave; stato ucciso la mattina del 7 giugno alle ore 5.15. Lo hanno ucciso altri ragazzi come lui, con una storia simile di migrazione, rabbia e dolore. Lo hanno ucciso per motivi che, per quanto futili, nella vita di strada contano tantissimo: un malinteso senso del rispetto, la voglia di ritorsione e rivalsa, la contrapposizione tra gruppi.</p>
	<p>Con la famiglia di David, con i suoi amici, con i suoi fratelli e le sue sorelle della strada, abbiamo deciso che la sua morte deve essere una spinta ancora pi&ugrave; forte per il cambiamento. Vogliamo essere forti, di una forza che non si fermi di fronte al dolore.</p>
	<p>Abbiamo reagito subito stampando delle cartoline per ricordarlo e degli adesivi per dire insieme &ldquo;Basta. No mas!&rdquo;. Vogliamo continuare su questa strada e lanciare una campagna che raggiunga ragazzi e ragazze, migliaia di cittadini anonimi, le istituzioni. Per battere l&rsquo;indifferenza e trasformare la rabbia in partecipazione. La campagna ha uno slogan che dice &ldquo;Voglio vivere, per i nostri desideri&rdquo; &ldquo;Quiero vivir, por nuestros deseos&rdquo;. La notte tra il 4 e il 5 luglio saremo nelle discoteche a distribuire volantini e adesivi. Marted&igrave; 7 luglio faremo un&rsquo;azione in citt&agrave; per ricordare David e chiedere che altri si uniscano a noi.</p>
	<p><strong>UN APPELLO</strong></p>
	<p>Lilly voleva incontrare di nuovo sua madre, ma arrivata a Malpensa ha scoperto di non riuscire a riconoscerla tra i volti che attendevano i passeggeri dell&rsquo;aereo dall&rsquo;Ecuador. Ha preso un diploma e avuto una figlia. Il lavoro migliore che ha trovato &egrave; stato pulire gli scaffali di un supermercato di notte. Ora &egrave; tornata in Ecuador. Henry frequentava il liceo navale di Manab&igrave;, doveva diventare cadetto e fare la carriera militare. In Italia &egrave; stato iscritto a una scuola professionale. &Egrave; entrato in una &ldquo;banda&rdquo;, ha commesso dei reati, &egrave; finito in carcere. Ora lavora in una fabbrica dell&rsquo;hinterland, ma il rinnovo del suo permesso di soggiorno &egrave; bloccato per i reati commessi da minorenne. David &egrave; arrivato in Italia per lavorare e non ha mai avuto il permesso di soggiorno. Suo padre era ufficiale di marina, in Italia fa l&rsquo;operaio. Sua madre, laureata in Sociologia, in Ecuador insegnava; qui lavora come O.s.s, in una casa per anziani. Lui &egrave; stato tra i fondatori dei Latin King a Milano. &Egrave; stato in carcere, ha avuto una malattia. Parlava di pace e di progetti. &Egrave; stato ucciso. Potremmo aggiungere storie, ma avrebbero quasi tutte lo stesso sapore. La migrazione per molti giovani non &egrave; un&rsquo;esperienza semplice da vivere. Costringe a rompere con la propria vita, ad abbandonare gli amici con cui si &egrave; cresciuti, a cancellare i sogni sul proprio futuro. Costringe a rompere il proprio presente, senza avere idea di cosa riservi il futuro. Molti ragazzi e molte ragazze arrivano nel nostro Paese e scoprono che il loro futuro &egrave; terribilmente simile al presente dei propri genitori: lavori umili, pagati poco e con poche garanzie; le file davanti alla questura per rinnovare il permesso di soggiorno; le fughe dai controlli quando il permesso di soggiorno non c&rsquo;&egrave;; case piccole e sovraffollate. Per alcuni ragazzi e alcune ragazze il prezzo da pagare per essere &ldquo;bravi immigrati&rdquo; &egrave; troppo alto. Hanno cercato altro, hanno cercato i propri simili, hanno voluto costruire un mondo in cui sentirsi accettati, sentirsi importanti. Un mondo in cui potere salvare la propria faccia. Il proprio mondo. In questo contesto sono nati i gruppi di strada, quelle che i mezzi di informazione e gli imprenditori della paura chiamano le bande. Dopo anni di presenza dei gruppi di strada in Milano, bisogna prendere atto di una realt&agrave;. Questi gruppi hanno la capacit&agrave; di attrarre centinaia di giovani, ormai di tutto il mondo. Non ci sono solo latinoamericani. Ci sono ragazzi che arrivano dalla Romania, dal Marocco, dall&rsquo;Egitto, dallo Sri Lanka. Ci sono, sempre di pi&ugrave;, ragazzi e ragazze italiane. Hanno tutti una cosa in comune. Il loro futuro &egrave; stato scippato. Scippato da adulti che non ci sono, da una scuola che non educa, dal lavoro che non c&rsquo;&egrave;, dalle istituzioni che non li riconoscono come cittadini.</em>
</p>
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		<title>FORUM CITTADINO 1° LUGLIO 2009. Esce Soldano ed entra Velluto: i commenti dei “vinti” e quello (solitario) di un “vincitore”. Resoconto di Ennio Abate per i garanti del Forum</title>
		<link>http://forumcologno.blogsome.com/2009/07/03/p265/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ennioabate</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
	<category>Cologno Monzese</category>
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		<description><![CDATA[	&ldquo;Dove va Cologno dopo l&rsquo;elezione a sindaco di Velluto?&rdquo;: questa la domanda che campeggiava sul volantino del Forum cittadino di Cologno distribuito in questi giorni&nbsp; ai mercati e per le strade.L&rsquo;assemblea del 1&deg;luglio - intempestiva secondo alcuni, perché il neoletto sindaco e il nuovo consiglio comunale non si sono ancora insediati a Villa Casati -&nbsp; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&ldquo;Dove va Cologno dopo l&rsquo;elezione a sindaco di Velluto?&rdquo;: questa la domanda che campeggiava sul volantino del Forum cittadino di Cologno distribuito in questi giorni&nbsp; ai mercati e per le strade.<br />L&rsquo;assemblea del 1&deg;luglio - intempestiva secondo alcuni, perché il neoletto sindaco e il nuovo consiglio comunale non si sono ancora insediati a Villa Casati -&nbsp; ha permesso invece una prima valutazione in pubblico del voto di giugno nello spazio aperto alla libera discussione politica del Forum .<br />Pur con la vistosa assenza dei candidati del PD, di Rifondazione e Comunisti italiani, numerosi e interessanti sono stati gli interventi su un risultato, che sia pur con uno scarto di voti minimo (circa 360) ha &ndash; per la prima volta dal 1945 &ndash; portato al governo della citt&agrave; il centro destra.<br />Eccone il succo in breve:<br />Vittorio Beretta, unico candidato sindaco presente, ha ricordato l&rsquo;esperienza entusiasmante delle primarie, realizzate purtroppo dalla sola CSD ma con una buona partecipazione di cittadini: un&rsquo;occasione d&rsquo;oro&nbsp; &ndash; ha detto - che se fosse stata accolta dai partiti del centro sinistra, avrebbe&nbsp; influito positivamente sul voto di giugno.&nbsp; Vittorio s&rsquo;&egrave; detto anche dispiaciuto e sorpreso per i toni pesanti che al momento del ballottaggio ha assunto la propaganda del centrodestra: gli attacchi frontali a CSD per il sostegno dato alla coalizione di Soldano e l&rsquo;allarmismo sul progetto del Villaggio solidale sono segnali che devono preoccupare.<br />Donato Salzarulo ha mostrato che un&rsquo;attenta analisi del voto nelle varie sezioni prova che la sconfitta della coalizione di Soldano non viene, come i maligni sussurrano &ndash; dal tardivo accordo con CSD. Questo elettoralmente non ha affatto nuociuto al centro sinistra. Soldano, invece, &laquo;&egrave; stato sconfitto al centro&raquo; e per non aver saputo attirare a sé liste civiche come quella di Di Bari o dell&rsquo;Agrifoglio. &nbsp;<br />Siamo per&ograve; &ndash; ha aggiunto &ndash; in una nuova fase e l&rsquo;obiettivo di CSD sar&agrave; quello di non far disperdere un prezioso patrimonio di rapporti (anche umani) consolidatisi durante la campagna elettorale. CSD promuover&agrave; perci&ograve; dei gruppi di lavoro sia sulle questioni istituzionali che sociali ed incalzer&agrave; la nuova Giunta sulle questioni centrali&nbsp; per la citt&agrave; (&laquo;Fermeranno, ad es., dopo essersi battuti contro la cementificazione, il piano per l&rsquo;area ex- Torriani?&raquo;).<br />Per Riccardo Messineo, la coalizione Soldano non &egrave; stata in grado di mantenere i voti conquistati al primo turno e al secondo turno i 300 voti in meno nelle sezioni del Ginestrino, il quartiere dove l&rsquo;allarmismo sul Villaggio solidale &egrave; stato pi&ugrave; forte, sono diventati decisivi per la sua sconfitta. Messineoha invitato tutte le forze oggi disperse del centro sinistra a lavorare da subito per un&rsquo;unit&agrave; reale.<br />Dopo questa serie di interventi dei &ldquo;vinti&rdquo; &egrave; intervenuto a nome e a difesa dei &ldquo;vincitori&rdquo; Angelo Scalese. Per l&rsquo;area ex-Torriani &ndash; egli ha detto - la sua coalizione sta &laquo;guardando le carte&raquo; e ha bisogno di tempo (&laquo;siamo appena arrivati&raquo;), anticipando che dovr&agrave; tener conto della grave situazione del bilancio comunale. Ha poi giustificato l&rsquo;opposizione al Villaggio solidale del centro destra per la presenza di &laquo;gravi pecche&raquo; in quel progetto (collocazione vicino al centro di compostaggio, oneroso impegno finanziario trentennale del Comune, numero ridotto dei potenziali utenti).<br />Alessandra Roman gli ha controbattuto ricordando che CSD e progetto di Villaggio solidale sono stati attaccati non con gli argomenti da lui usati, bens&igrave; strumentalizzando e ingigantendo le paure degli elettori. In quanto alla sconfitta del centro sinistra, il PD farebbe bene a produrre autocritiche serie evitando di cavarsela incolpando gli &ldquo;altri&rdquo; .<br />Anche Antonio Tagliaferri&nbsp; si &egrave; detto convinto che la perdita dei voti della coalizione Soldano non sia imputabile alla defezione degli elettori di CSD o della &ldquo;sinistra radicale&rdquo;. L&rsquo;analisi del voto nelle varie sezioni lo dimostra. E anche lui, come Salzarulo, insiste sulla debolezza di Soldano nel contrastare con una intelligente politica di alleanze lo spostamento dell&rsquo;elettorato cattolico di centro a favore di Velluto. Ma Tagliaferri ha anche riflettuto sul fatto che la strategia del PD (una campagna elettorale e pubblicitaria che insisteva sui risultati innovativi in campo urbanistico) non ha pagato: gli elettori&nbsp; sono pi&ugrave; attenti ai problemi quotidiani e spiccioli, sui quali invece troppo spesso i partiti tacciono.<br />Tagliaferri ha anche ricordato a Scalese che il centro destra, ora al governo di Cologno, sarebbe incoerente se sostenesse di non poter pi&ugrave; rivedere la soluzione data da Soldano all&rsquo;ex area Torriani. <br />Tra gli ultimi intervenuti, Antonio Colombo di &laquo;Italia dei valori&raquo;, pur riconoscendo l&rsquo;importanza del Forum come luogo di dibattito,&nbsp; ha voluto ribadire&nbsp; che il ruolo dei partiti non va trascurato e Pietro, che si &egrave; presentato come &laquo;un cittadino comune&raquo;, ha invitato il Forum&nbsp; a impegnarsi in una conoscenza pi&ugrave; attenta delle dinamiche reali del territorio di Cologno e a non accontentarsi di una &laquo;partecipazione che &egrave; ancora per addetti ai lavori&raquo;.<br />In conclusione l&rsquo;incontro ha dato un quadro vivace sia degli umori e dei sentimenti di attesa o di cautela suscitati dall&rsquo;elezione a sindaco di Velluto sia dei problemi sui quali&nbsp; dopo le vacanze estive si concentrer&agrave; con tutta probabilit&agrave; il dibattito politico cittadino.</p>
	<p>P.S.</p>
	<p>All&#8217;inizio del Forum&nbsp; il rappresentante dell&quot;Associazione Lorenzo Perrone&quot; che promuove una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione oncologica ha presentato una serie di dati allarmanti sul continuo aumento delle malattie tumorali in Lombardia e anche a Cologno Monzese. Un tema sul quale il Forum non mancher&agrave; di intervenire. L&#8217;associazione ha un sito: www.associazionelorenzoperrone.org e un recapito telefonico :328.4712011 (dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle 9 alle 12) e propone ai cittadini di appendere sul davanzale o sui balconi IL NASTRO ROSSO DELLA PREVENZIONE, che pu&ograve; essere chiesto gratuitamente all&#8217;associazione stessa. </p>
	<p>&nbsp;</p>
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	</item>
		<item>
		<title>FORUM: DOVE VA COLOGNO DOPO L’ ELEZIONE DEL SINDACO VELLUTO?</title>
		<link>http://forumcologno.blogsome.com/2009/06/26/p264/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 11:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		
	<category>Cologno Monzese</category>
	<category>Campagna elettorale</category>
	<category>Elezioni</category>
	<category>Convocazione del forum</category>
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		<description><![CDATA[	Dopo il risultato del ballottaggio del 20-21 giugno a Villa Casati esce Soldano (Centro sinistra) ed entra Velluto (Centro destra). In campagna elettorale i partiti hanno detto la loro sui problemi pi&ugrave; scottanti di Cologno. Che ne sar&agrave; del progetto dell&rsquo;area ex- Torriani? Verr&agrave; cancellato il progetto del Villaggio Solidale? Come verranno gestiti i Servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Dopo il risultato del ballottaggio del 20-21 giugno a Villa Casati <br />esce Soldano (Centro sinistra) ed <br />entra Velluto (Centro destra). <br />In campagna elettorale i partiti hanno detto la loro sui problemi <br />pi&ugrave; scottanti di Cologno. Che ne sar&agrave; del progetto dell&rsquo;area ex- Torriani? <br />Verr&agrave; cancellato il progetto del Villaggio Solidale? <br />Come verranno gestiti i Servizi Pubblici, il Territorio, <br />la Cultura, i problemi del lavoro, degli immigrati o dei giovani?</p>
	<p>I GARANTI<br /><strong>invitano</strong><br />elettori, candidati, &ldquo;vincitori&rdquo; e &ldquo;vinti&rdquo;<br />a un primo momento di confronto<br />sul futuro di Cologno</p>
	<p>al <strong>FORUM CITTADINO</strong></p>
	<p><strong>mercoled&igrave;, 1 Luglio<br />ore 21.00</strong><br />Auditorium di Via Petrarca 13 &ndash; Cologno Monzese</p>
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	</item>
		<item>
		<title>INTERVENTO DI VITTORIO BERETTA AL COMIZIO CONCLUSIVO del 19 GIUGNO 2009 (appunti)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 11:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
		
	<category>Cologno Monzese</category>
	<category>Campagna elettorale</category>
	<category>Elezioni</category>
	<category>Cologno Solidale e Democratica</category>
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		<description><![CDATA[	&nbsp;
	Trascriviamo di seguito gli appunti dell&#8217;intervento conclusivo pronunciato da
	Vittorio Beretta a chiusura della campagna elettorale, la sera del 19 Giugno 2009.
	&nbsp;
	1. - Condividiamo la preoccupazione per i risultati elettoralidel 6/7 giugno.Diversi comuni limitrofi sono passati in mano al centrodestra.Esempio, Brugherio: dopo anni di buon governo del centrosinistra, al primo turno &ndash; anche per le divisioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;</p>
	<p><em>Trascriviamo di seguito gli appunti dell&#8217;intervento conclusivo pronunciato da</em></p>
	<p><em>Vittorio Beretta a chiusura della campagna elettorale, la sera del 19 Giugno 2009.<br /></em></p>
	<p>&nbsp;</p>
	<p>1. - Condividiamo la preoccupazione per i risultati elettorali<br />del 6/7 giugno.<br />Diversi comuni limitrofi sono passati in mano al centrodestra.<br />Esempio, Brugherio: dopo anni di buon governo del centro<br />sinistra, al primo turno &ndash; anche per le divisioni nella sinistra &ndash;<br />&egrave; stato eletto un sindaco leghista.<br />Anche Cusano e Paderno Dugnano, appartenenti ai <br />comuni dell&rsquo;Agenzia Nord-Milano, sono stati conquistati dal <br />centrodestra al primo turno.<br />Non sono eventi da valutare a cuor leggero. Possono mettere<br />in discussione quella rete di collaborazione sovracomunale<br />costruita in tanti anni, collaborazione pi&ugrave; che mai importanti<br />sia in un&rsquo;ottica di area metropolitana, sia per affrontare <br />le tante difficolt&agrave; che vivono i Comuni, vuoi per il patto di <br />stabilit&agrave;,vuoi per la mancanza di risorse conseguenti <br />all&rsquo;eliminazione dell&rsquo;ICI, unica tassa locale che dava una <br />boccata d&rsquo;ossigeno alle finanze comunali. <br />Tra l&rsquo;altro, unica tassa &ldquo;federalista&rdquo;.<br />Di un federalismo reale non di facciata come quello predicato<br />dalla Lega.</p>
	<p>2. <br />Il Centrosinistra a Cologno &egrave; diviso dal 2004. Purtroppo siamo<br />arrivati all&rsquo;appuntamento elettorale senza riuscire a ricomporre<br />le nostre divisioni, che non sono personalistiche. Sono differenze<br />politiche legittime e&nbsp; rispettabili, relative a problemi di non poco<br />conto: ruolo della democrazia partecipativa in una fase di crisi <br />della democrazia, idea di citt&agrave; e di sviluppo urbanistico e ambientale,<br />problemi di integrazione e inclusione sociale degli immigrati, legalit&agrave;<br />e solidariet&agrave;, ecc.<br />Queste differenze non sono miracolosamente scomparse. <br />Nessuno di noi ha la bacchetta magica. Ma di fronte al risultato <br />elettorale, era necessario un atteggiamento nuovo e responsabile da <br />parte di tutti. Cos&igrave; come previsto dal sistema elettorale, che &egrave; un <br />sistema maggioritario, Soldano e la sua coalizione hanno verificato la <br />possibilit&agrave; di accordi con forze affini, manifestando la volont&agrave; <br />politica di tener conto dei nostri contenuti programmatici e di <br />superare progressivamente, in un&rsquo;ottica di confronto costruttivo, le <br />nostre attuali differenze. Sarebbe stato segno di irresponsabilit&agrave; da <br />parte nostra, non prendere atto di questa richiesta. E, infatti, ne <br />abbiamo preso atto e ci siamo adoperati per giungere ad un accordo. </p>
	<p>Nessun desiderio di poltrone e cadreghini. Noi appoggiamo Soldano<br />in modo convinto proprio perché si &egrave; prodotto questo fatto nuovo.<br />Chi ci accusa d&rsquo;incoerenza &egrave; incapace di guardare al di l&agrave; del proprio<br />naso. <br />E&rsquo; incapace di farsi carico di situazioni nuove.<br />L&rsquo;accordo con Soldano e le forze politiche che l&rsquo;appoggiano<br />consente di allargare&nbsp; la base rappresentativa e democratica della coali-<br />zione.<br />Infatti, le forze politiche della coalizione, cos&igrave; come &egrave; stato scritto<br />nel comunicato stampa del 14 giugno, riconoscono pari dignit&agrave;<br />a CSD, esprimono la volont&agrave; politica di tener conto delle esigenze<br />di natura programmatica fin qui espresse per implementare il<br />programma amministrativo. Ci&ograve; consente fin da subito la possibilit&agrave;<br />di ingresso organico di CSD nella coalizione e di una sua piena <br />responsabilizzazione nel futuro governo della citt&agrave;.<br />Noi quindi andiamo a testa alta e con la schiena eretta per la scelta<br />fatta. Noi non dobbiamo dar conto di questa nostra scelta <br />alla coalizione di Velluto. Noi dobbiamo dar conto al nostro <br />elettorato. Elettorato che ringraziamo per la fiducia accordataci e di <br />cui conosciamo l&rsquo;orientamento. Noi sappiamo, infatti, che la <br />stragrande maggioranza del nostro elettorato vuole che&nbsp; si faccia <br />esattamente ci&ograve; che stiamo facendo.<br />Desidera che questa citt&agrave; &ndash; e ce l&rsquo;ha detto in mille modi &ndash; non finisca in<br />mano a forze xenofobe e razziste come la Lega.<br />Di pi&ugrave;, questa nostra scelta &egrave; stata assunta con <br />un&rsquo;ampia partecipazione dei candidati della nostra lista e di tutti gli <br />amici e le amiche che si sono attivate durante la campagna elettorale. <br />Bellissima ed entusiasmante esperienza. Questa scelta &egrave; stata poi resa <br />pubblica e discussa nell&rsquo;assemblea di marted&igrave; 16 giugno in Via <br />Petrarca. </p>
	<p>Sono le liste civiche di orientamento cattolico che sostengono Velluto<br />che dovrebbero spiegare come fanno a stare con forze come la Lega<br />e il PDL. Con forze, che tanto per dirne una, approvano <br />decreti sulla sicurezza come l&rsquo;ultimo; decreto che, certo, il mondo <br />cattolico non pu&ograve; far proprio senza contraddire profondamente i propri <br />orientamenti e i propri valori. Lo dico io che sono un cattolico. Ed <br />ho il diritto e il dovere di dirlo. Decreto che, tra l&rsquo;altro, produce <br />pi&ugrave; insicurezza che sicurezza.</p>
	<p>Noi pensiamo che con questa nostra scelta, discutibile come tante, possa<br />iniziare un percorso nuovo per la nostra citt&agrave;: un percorso che ponga i<br />&ldquo;beni comuni&rdquo; della nostra citt&agrave; (e non solo) al centro dell&rsquo;azione politica <br />e programmatica delle forze di centrosinistra e insieme dia corso all&rsquo;esigenza<br />di ricomposizione e unit&agrave; che i nostri elettori ci chiedono.<br />Al di fuori di questo orizzonte, al momento non vediamo nulla di meglio.<br />Per questo al ballottaggio, il 21 e il 22 giugno, per promuovere una<br />Cologno solidale e democratica vi invito convintamente a votare <br />sindaco Mario Soldano</p>
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